Una mamma diversamente figa

Mamma diversamente figa*Questo post è dedicato alle amiche del gruppo M di Mamma. Uno speciale ringraziamento ad Arianna di Diventare Mamme per l’ispirazione del titolo e a Samantha di Slowmom per l’inconsapevole contributo.

Mi rifiuto di pensare di essere una sfigata. Adesso, un conto è che me lo dica da sola, per riderci sopra, ma un conto è che tu Mamma come me, ma con la piega perfetta e la bambina col tutù al parchetto, mi guardi con disapprovazione.

Cosa tu abbia più di me non saprei, forse due nonne capaci, che ti lasciano il tempo di andarti a fare una messa in piega e un trattamento in una Spa di quelli così liftanti e illuminanti che fanno pensare anche a una come Jill (Odd Mom Out ndr) di poter cambiare il proprio cognome da
Weber in Von Weber, o per andare a fare le lezioni di spinning per far tornare ai vecchi fasti il tuo sedemoscio (=sedere+moscio).

Sì il sedere è l’unica cosa che rimpiango perché a quanto pare non basta fare le scale di casa e salire e scendere da autobus e treni per recuperare le antiche glorie.
O forse la tata? Non saprei.

Sta di fatto che mentre io spingevo disperata una carrozzina elargendo sorrisi stretti a destra e a manca, rivestita da occhiali da sole neri come la notte di sonno mancata, tu avevi pure l’eye-liner e le pastarelle per il pranzo della domenica.

Tu e tuo marito sempre in tandem, ben vestiti, stirati e profumati. Io e il mio mai in contemporanea, perché mentre uno porta fuori la figliola, l’altro cucina o fa le faccende. Avranno pensato che fossi una ragazza madre al mio paese, ma vabbè.

Che per fortuna ne ho trovata un’altra come me, che ci siano riconosciute perché le uniche due a passeggio con pochi gradi sopra lo zero al primo raggio di sole. Qualunque cosa pur di fuggire all’atmosfera tutt’altro che ovattata delle nostre dimore.

E mi rifiuto di pensare di essere una sfigata anche se leggo il tuo di sguardo di disapprovazione, che sei Mamma come me, comodamente seduta su una panchina con tua figlia che culla una bambola nel passeggino, mentre io sono perennemente piegata a 90^ a correre dietro una figliola scatenata e toglierle di bocca i sassolini che si infila ogni tre per due.

Perché non è che mia figlia non comprenda i miei no che aiutano a crescere, sia chiaro. È che a sedici mesi li ha compresi così bene che ha capito che per fare quello che le viene negato, deve farlo di nascosto. E allora tergiversa, volta le spalle e se solo abbassi la guardia per soffiarti il naso, colpisce.

E allora perdonami se ho riso, quel giorno che mia figlia ha rubato il passeggino alla tua principessa e se n’è andata per la sua strada. (Poi lo abbiamo restituito eh!)

Ladra di passeggino

Mi rifiuto di pensare che sono una sfigata anche quando racconti di come tuo figlio si addormenti nel seggiolone, dopo aver mangiato, da SOLO. Perché non è una novità che la mia si addormenti ANCORA alla tetta o in passeggino. Una volta mi dicevo che era questione di tempo, che sarebbe successo. Prima o poi. Ora che è poi mia cara mamma indignata ti dico Bella pe’ te!

E mi rifiuto di pensare che sono una sfigata soprattutto perché ogni giorno scopro sempre di più, grazie al meraviglioso suddetto gruppo, che non sono l’eccezione. Anzi mi sa che sono più la regola. E tu, cara Mamma che ti senti figa, forse avrai delle amiche fighe come te, come Brooke – sì, la cognata di Jill, che si muove con uno stuolo di fedelissime e che al settimo mese di gravidanza sfoggia un pancino pari al mio quando ho fatto indigestione. M’avesse visto a me, m’avesse, m’avrebbe preso per Mobydick.

Ma soprattutto cara Mamma che ti senti figa, non avrai un gruppo FB di mamme così ben assortite, da essere ognuna a suo modo DIVERSAMENTE FIGA. Perché ci vuole una buona dose di umiltà ad ammettere di non avere la tua famiglia del Mulino Bianco e anche due co-comeri così (sì, lo so, a volte sono un po’ francese) a imparare a riderci sopra e a non prendersi troppo sul serio.

Ebbene sì, c’ho preso gusto: questo post partecipa alla rassegna di Micaela LeMcronache #tanaliberatutte.

14 thoughts on “Una mamma diversamente figa

  • 2 dicembre 2015 at 1:07
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    Condivido e rincaro.
    Vivo da espatriata in un’isola piena di espatriati che hanno messo su famiglia con donne locali.
    Le quali evidentemente pensano che una vita fatta di megasuv, brunch, trucco perfetto e tacco d’ordinanza siano prerogativa imprescindibile per un’ esistenza supercool.
    Le vedi la mattina alle 8 davanti alla scuola (internazionale), che ciarlano non si sa di cosa e semplicemente ti ignorano anche se le saluti a 15 cm dal naso. Curioso no? Ignorano te, che arrivi col motorino carico come un somaro, con due nani pedanti sopra che smaniano, in ciabatte e shorts, senza trucco (che dove lo trovo il tempo, che vivo una vita in ritardo), occhialone scuro che manco Batman e casco in testa. A te, che alle feste della suddetta scuola, ti tagliano fuori facendo capannello e parlando in una lingua di cui ancora non sei completamente padrona così non te intrometti (pur parlando tutte inglese, preferiscono il loro incomprensibile dialetto indonesiano).
    A te poi, che quando scoprono che sei proprietaria di uno dei ristoranti più in voga, diventi automaticamente la mejo amica loro.
    Bah, io ste faighe dell’ultimo minuto non le capisco. Dici bene tu, che avranno più di me? E poi la risposta viene da se….. Un caxxo da fare, sennò non si spiega tutto sto tempo perso in inutili attività.
    Scusa il commento luuuuuuunghissimo, ma dopo mesi che non scrivo ho trovato nel tuo post delle verità sacrosante e sentivo di volerle condividere.
    Siamo tutte, a nostro modo fighe, l’importante é non dimenticarlo mai.
    Grande solidarietà per la nana monella. Vorrei poterti dire che la situazione migliorerà sensibilmente, ma non posso mentire sapendo di mentina!
    Buona giornata… Qui siamo già al trotto da qualche ora.
    V.

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    • 2 dicembre 2015 at 9:22
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      Per me una che ha un blog con il nome come il tuo ha già vinto in partenza 😀
      Grazie per il commento! Dal racconto mi sembrava davvero una puntata di Odd Mom Out, se ti piacciono le serie TV te lo consiglio!!! Quanto alla mia nana, credo ne vedremo delle belle…

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  • 2 dicembre 2015 at 15:32
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    ahahha, hai voglia a fare su e giù di scale per recuperare il sedere di una volta! Io ci provo da prima della gravidanza, ma ora ho una bella scusa 🙂 Non avrai mica incrociato me, perennemente ad angolo 90 gradi per sistemare il passeggino-carrozzino di marca “sconociuta”, per cui lowprofile!? 😉

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    • 2 dicembre 2015 at 15:38
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      Però vedi, ci saremmo potute riconoscere ad altezza 90^ 😀
      Io tutto avrei pensato, ma non che mi tornasse un sedere più piccino e meno sodo :/

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  • 3 dicembre 2015 at 15:06
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    Ti sei dimenticata che le suddette mamme hanno anche il tacco 12… che io riesco a inciampare rincorrendo la piccola di casa persino con le scarpe da tennis! Ci vediamo al parco!

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    • 3 dicembre 2015 at 15:14
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      Hahahahah! Hai ragione 😀 mi trovi di sicuro nei pressi dello scivolo a parlarla dalla caduta!

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    • 7 dicembre 2015 at 14:28
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      Grazie Marina! È sempre un immenso piacere 😀 vado a leggere

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    • 10 dicembre 2015 at 10:33
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      Ma grazie!!! Vado a leggere 😉 un abbraccio

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    • 11 dicembre 2015 at 16:09
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      Ma sai che il giorno dopo averlo scritto, mi sono sentita in dovere di mettere i tacchi?! 😀

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