Come preparare un bambino all’arrivo della sorellina o fratellino

O anche all’arrivo di una sorellina e di un fratellino! Perché in questo caso, la sorpresa è stata decisamente doppia, anche per noi.

Sulle prime non abbiamo dovuto, anzi potuto, riflettere molto sul come dirlo. La pancia è stata evidente sin da subito, persino alla figliola che indicandola diceva “Pancia di mamma, graaaaande”. Ho approfittato del suo ehm, chiamiamolo delicato, spirito di osservazione per raccontarle che nella pancia di mamma c’era un bimbo e che piano piano la pancia sarebbe diventata sempre più grande. Poi abbiamo saputo che i bimbi erano due.

✔️Il libro illustrato. Come primo approccio, ci è stato molto utile un libro illustrato avuto in regalo da una zia speciale (sì, so che sono solita usare i libri per spiegare ai bambini, sarà deformazione la mia, ma credo fortemente che a questa età le immagini possano essere efficaci più di mille parole) La Mamma di Mariana Ruiz Johnson, lo trovate su Amazon.  Racconta con immagini coloratissime delle mamme del mondo: la Mamma umana, la Mamma Mucca, la Mamma Orsa ecc e di come ogni mamma prima custodisca nella sua pancia il proprio o i propri bimbi e poi se ne prenda cura… perché la mamma è tanti nascosti universi (cit.)

Read more

Quella mattina che mia figlia mi ha detto Ciao

C’è un pensiero che mi ha accompagnato in questi 31 mesi. Ci sono cose che una mamma non dovrebbe mai conoscere, come il dover uscire la mattina di nascosto di casa per andare a lavoro. Peggio ancora, chiudere la porta e sentire alle spalle tua figlia che piange. E non potersi voltare e tornare indietro.

Sì, lo so che la Maria (Montessori eh) dice che i bambini vanno sempre salutati. Io ci ho provato, ma non ha funzionato mica. Anzitutto perché la mia sveglia suonava ad un orario improponibile. Che avrei dovuto fare, svegliarla all’alba per salutarla? E poi perché ci sono regole che non valgono per tutti.

L’ho imparato a mie spese, ai tempi di Tracy (Hogg, Il linguaggio segreto dei neonati, ndr) e quando ripetevo certe azioni illudendomi che mia figlia si sarebbe addormentata da sola e avrebbe dormito tutta la notte di fila. O che avrebbe poppato ogni tre ore. Andiamolo a raccontare a tutte quelle che come me hanno avuto e hanno neonati spalmati addosso h 24. E magari hanno anche pensato di stare sbagliando tutto.

Read more

Il tempo delle mamme

Il tempo delle mammeIl tempo delle mamme è fatto di settimane. Avevate mai pensato forse di scandire il vostro tempo in settimane prima della gravidanza?
5 quelle in media necessarie per scoprire che la tua vita cambierà radicalmente.
7 a volte anche 8, per sentire il primo battito.
12 quelle che non vedi l’ora passino in fretta. La più delicate. Trascorse le quali puoi finalmente dirlo a tutti.
20 per fare la morfologica, tra le ecografie la più attesa, in cui finalmente puoi sapere di che colore sarà il fiocco appeso alla porta.
37 sospiri di sollievo, perché oltre le quali un parto è considerato a termine.
38,39,40 è anche più… ognuna è quella buona!

Il tempo delle mamme è quello delle tre ore. Che scandiscono le prime settimane di vita di un neonato. Che ci ha raccontato la Cara Tracy (Hogg, il metodo E.A.S.Y. ne Il linguaggio segreto dei neonati, ndr) essere la regola delle poppate. E tu che sei lì a guardare l’orologio e chiederti in cosa sbagli quando il tuo piccino vuole attaccarsi alla tetta al ritmo di venti minuti se va bene, fino a quando capisci che bisogna buttare dalla finestra prima il libro e poi l’orologio, o viceversa fate un po’ voi, e ascoltare solo il tuo di istinto e il suo di bisogno.

Read more

Mamma prigioniera

Mamma prigionieraMa non ti senti prigioniera?
Mi ha chiesto così la mia amica M. Lei che figli ancora non ha, ma che è in piena età da tic tac. (Anche se non lo ammetterebbe neanche sotto tortura).

Mi ha chiesto così quando la figliola, addormentatasi addosso a me, proprio non ne voleva sapere di essere posata in un luogo differente dalle braccia della sottoscritta.

Ha assistito a quella che romanticamente ho anche definito, non molto tempo fa, la posizione dell’amore. Ovvero io con lei addosso per ben due ore a solcare con le chiappe il divano. Poi abbiamo dovuto pensare a una fodera un filino più estiva dell’ecopelle.

La definirei ancora la posizione dell’amore, sia chiaro. Se non fosse che la fanciulla, tagliato il traguardo dei due anni, inizia ad avere un “certo” peso. Non che abbia mai brillato per leggerezza per carità, e di questo non si può dire ch’io ne mai fatto un segreto. Solo che non era mai stato tale, fino a oggi, da farmi arrivare a lavoro con il braccio indolenzito.

Read more

Sul cosleeping e di quando mi credevo l’erede di Tracy Hogg

Cosleeping C’è stato un momento lontano in cui l’Inquilina pare che dormisse nove ore di fila. Dicono.

E in culla per giunta. Dicono.
E che si addormentava da sola e senza la tetta. Dicono.

Ah, no, in realtà ero io a sostenerlo, e se non fosse che ne ho anche scritto qui, forse inizierei a dubitarne.

Decisamente inizierei a dubitare di me stessa e di quell’ultimo neurone di memoria che la gravidanza s’è degnata di lasciarmi.

Read more