Letterina di Natale

 letterina di Natale Caro Babbo Natale. No, mi correggo. Che Babbo Natale, sì quello col pancione e la barba bianca, c’ha già tanto lavoro da fare. Vuoi mettere distribuire i doni a tutti i bambini del mondo? Mi sembra altamente improbabile che si metta a leggere le nostre di letterine ed esaudire i desideri di noi mamme.

E allora ricominciamo. Cara Mamma Natale. Perché dove c’è un Babbo, vuoi che non ci sia anche una mamma?
Ma soprattutto, senza entrare in discorsi di genere, che se no poi i Babbi in ascolto si offendono 😛 chi vuoi che ascolti e interpreti al meglio le esigenze di una mamma, se non un’altra mamma?

Dunque, dicevamo.
Cara Mamma Natale, quest’anno scriveremo a te, perché noi con le nostre manine operose (o con i nostri portafogli per le meno creative o sempre più disperate dell’ultima ora) iniziamo dall’avvento, anzi prima, con la storia del calendario a pensare ai doni del mese più generoso dell’anno.

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E la chiamano estate… #diversamentevacanze

#diversamentevacanze[Attenzione: questo non è un post per Mamme Travel Blogger]

Giugno: chiudono le scuole iniziano le vacanze. Ma siamo onesti: possiamo ancora chiamarle vacanze? Non saranno piuttosto, citando Iolanda Restano, #cacanze?

La scorsa estate l’esordio delle vacanze in tre non è stato dei migliori: vuoi mettere che arrivi in Salento e invece di lasciarti travolgere dallu sule, lu mare e lu ientu ti trovi con una enfant dalla temperatura di pari grado a quella di Flegetonte?!

E se per il resto della permanenza non hai desiderato altro che chiudere gli occhi e svegliarti in un villaggio turistico (orrore!) dove sei servita e riverita con tanto di baby club, quest’anno che fai? Ovvio, da brava terrona, scendi! Con famiglia al seguito of course, se perché errare è umano e perseverare è diabolico, in fondo « What could go wrong? » (dall’omonimo disastroso film ndr).

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Pensavo fosse amore, invece

Amore #ceravamotantoamatiPensavo fosse amore quella sera che ho preso in prestito da casa sua un maglione. Con la scusa che in motorino dal Pigneto alla Nomentana faceva freddo. E l’ho tenuto in ostaggio una settimana. Poi ci siamo dati appuntamento al cinema sotto casa mia. E lui si è presentato solo. (Finalmente).

Pensavo fosse amore quando ha detto di volermi sposare. O meglio, poi si è corretto: non è che mi volesse sposare subito, però in quel momento si sentiva così. (Vabbè).

Pensavo fosse amore quando siamo andati a vivere insieme, in una casa che fosse solo nostra, che avevamo scelto per noi due e nessun altro. Si litigava per il colore delle tende e del copridivano. E quanto era bello far la pace. (Bei tempi).

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Una mamma maleducata

Mamma maleducataSono una mamma maleducata perché lascio che mia figlia dorma con me. Dopo qualche tentativo, miseramente fallito, ho deciso di tenerla nel lettone. Non le sto insegnando l’autonomia di dormire da sola. Ho addirittura mandato in esilio il marito per un periodo, sacrilegio. Sono pigra e non voglio affrontare la fatica dei suoi risvegli.

Sono una mamma maleducata perché l’ho allattata e continuo ad allattarla ogni volta che lo chiede. Non ho mai aspettato tre ore tra una poppata e l’altra. Mi sono offerta a ogni richiesta, che fosse di fame o consolazione. Le ho dato il vizio e non intendo toglierlo, almeno per il momento. Così posso continuare a mangiare quello che mi pare e non preoccuparmi della prova costume!

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Ma come fa a far tutto?

Ma come fa a far tutto?Che le mamme fossero delle discendenti dirette della Dea Kali ho sempre avuto il dubbio.

Più o meno da che ho memoria della mia, che faceva sì la casalinga, ma che di fatto – come diceva un noto spot – gestiva (e gestisce tutt’ora) una piccola azienda familiare.

Figlie (tre), marito (uno ma di quelli vecchio stampo, che si spezzano la schiena a lavoro ma a casa buttano giusto la spazzatura), nonni, gatti, canarini, pesci rossi, budget (vogliamo parlare di quanto sia difficile far quadrare tutti i conti?), servizio mensa, aperta a pranzo rigorosamente in orari e con pietanze diverse per ognuna.
Sì, ora che capisco, sappi Madre che ti sono grata, ancora di più.

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