Buona la prima

Quando una sola serata è sufficiente a capire che non ce n’è. Non c’è trippa per gatti. (Perché se sei recidiva e gli concedi pure una seconda chance, il problema – diciamolo – ce l’hai tu).

Di bocciati al primo incontro ne hai collezionati diversi negli anni di studentato universitario. L’amico di amici, quello che ti porta a mangiare la pizza al taglio e pretende di baciarti con la cicoria ripassata ancora tra i denti. Il fuorisede, lo studente che per un pranzo domenicale si offre di portarti fuori – da Spizzico, mej cosiddetti – e divide pure il conto a metà. L’astemio, che propone di trascorrere l’aperitivo in gelateria (anche no), e che dopo tre Coca-Cola lui e tre cubalibre tu, quasi quasi la serata inizia a diventare accettabile. Il troppo bello per essere vero, che ti sommerge di mazzi di fiori, tanti fiori, quasi troppi fiori, per poi rivelarsi gay.

Ma uno su tutti gli appuntamenti da incubo per questo #tanaliberatutte di MicaelaLeMCronache al profumo di San Valentino.

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Esercitare l’egoismo

Esercitare l'egoismoChe la maternità ti cambi, non è una di quelle cose che realizzi subito. Anzi, non lo realizzi affatto che quel test positivo è un biglietto di solo andata.

Ora, di come la mia di vita sia cambiata profondamente non starò a dirvi, perché l’ho raccontato qui, e poi qui, e poi ancora qui e chissà in quanti trilioni di post, dunque credo che il concetto sia chiaro 😀 Anzi perdonate invece se alle volte risulti un filino – ma giusto un filino eh?! – ripetitiva.

Quello che non è cambiato in tutto questo tempo è la necessità di non perdermi di vista. Ci sono donne che una volta diventate mamme hanno appagato ogni desiderio di realizzazione. Ne conosco eh! Dite che mentono?!

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Ode alla pancetta

Ode alla pancetta[Attenzione: questo non è un post per food blogger]

No, non è una nuova ricetta stellata. Se non altro perché tra la carbonara e la gricia, io voto la gricia! E voi sapete che si fa col guanciale e non con la pancetta vero?!

Lo so, certe finezze culinarie la dicono lunga sulle mie prodezze in fatto di cucina. Soprattutto quando si tratta di aggiungere un posto a tavola, potete sempre contare su di me.

Certo è che sono fortunata, la natura mi è stata amica e in tanti mi si invidia il mio essere una buona forchetta, inversamente proporzionale al buco della cintura.

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Te lo avevo detto io

Te lo avevo detto ioCi siamo cascate tutte, almeno una volta – ma io anche più d’una.

Che da ragazza c’era quella cosa in me che proprio come l’ovosodo (dall’omonimo film ndr) dentro che non va ne in su ne giù e con certezza mi faceva urlare muta – vabbè certe volte urlavo proprio e basta – Io sarò un genitore diverso.

Si, bella pe’ me!

E dico ci siamo cascate perché poi, quando genitore ci diventi, inizi con dei piccoli quasi impercettibili gesti che ormai hai assimilato, che sono penetrati in ogni poro della tua pelle.

Le hai respirate fin da bambina, un giorno sì e l’altro pure. Le hai fatte tue irrimediabilmente, perché le abitudini sono una dittatura. Sì, come quel libro che sta leggendo il Daddy, ma lasciamolo leggere a lui che è psicocoso, La dittatura delle abitudini.

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Sei prima donna o prima mamma? Parte II

Sei prima donna o prima mammaHo impiegato 17 mesi, 28 giorni e 3 ore dalla nascita dell’Inquilina per capirlo. Ma ora ho chiara la risposta.

A dire il vero pensavo di averla chiara anche prima.

Quando guardando svanire via via dal calendario del sabato sera quelle coppie di amici che avevano figliato prima di noi, alzavo il sopracciglio e pensavo con fare pieno di sdegno modello Baby George ti disprezza “Poracci”.

Quando dopo una serata trascorsa con neo-mamme monotematiche nanna-pappa-cacca che non toccavano alcolici perché in allattamento e preferivo discorrere coi loro di mariti, alzavo il sopracciglio e pensavo “Poracce”.

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