L’effetto domino e il pianto del bambino

Effetto domino e pianto del bambinoAvete presente quelle piccole tessere bianche o nere con una serie di puntini bianchi o neri?

Avete presente cosa succede quando, disposte tutte in fila, si urta – volontariamente o involontariamente poco importa – la prima?

Avete presente quando un piccolo, piccolissimo, a volte anche insignificante cambiamento produce un cambiamento analogo dando il via ad una sequenza lineare?

Si dice che l’energia trasferita dall’urto di ogni tessera sia superiore a quella necessaria a far cadere la tessera successiva, e che l’energia impiegata dal processo è quella potenziale gravitazionale, accumulata dalle tessere quando vengono collocate in posizione metastabile.

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Confessioni di una Mummy pericolosa

Far Piangere un neonatoQuesta mattina mi pento e mi dolgo. Ho fatto piangere l’Inquilina. Ancora.

Come ancora?

Sì, Mummy è un po’ maldestra, vuoi che all’inizio non fossi avvezza a maneggiare neonati, vuoi che alle volte la vedi così grande e ti scordi che in fondo è ancora piccola, finisce che la fai piangere e poi vorresti metterti in ginocchio sui ceci con l’animo contrito. Read more

5 modi (più 1) di calmare il pianto del neonato

5 S Harvey Karp pianto del neonato Conosciute anche come le 5 S del pediatra Harvey Karp, conteso a Hollywood dalle mamme Vip, 5 consigli per calmare il pianto del neonato.

Swaddling, ovvero l’arte di fasciare il neonato. Onde evitare imbarazzanti grovigli, esistono in commercio copertine apposite, che in sole tre mosse racchiudono il neonato in un bozzolo. Con l’Inquilina ha funzionato… Ma non più di tre minuti.

Side/Stomach, tenere il neonato sul fianco o a pancia in giù. È la posizione consigliata per le coliche, e in effetti si’, migliora la situazione. Salvo poi che ti viene un crampo all’avambraccio in caso di neonati al 97^ percentile (ogni riferimento a fatti e persone e’ puramente causale).

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Il momento più bello

imageAvevo deciso che avrei scritto questo post parlando di un momento che preferisco, di tutta la giornata…

Accade di solito quando l’Inquilina si sveglia affamata, piangendo, e corro da lei, la sollevo dalla sdraietta, la stringo tra le braccia e riconoscendomi al contatto, ancora con gli occhi chiusi, improvvisamente si quieta, e via via si accartoccia su di me, fino a trovare latte e pace. Pensavo fosse questo, il momento più bello.

Ma poi succede anche che si sveglia con qualche versetto, io corro e lei se ne sta buona li’, a sorridermi con tenerezza. Allora mi sono detta che non poteva essere, che era questo il momento più bello.

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Il mal di sera

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Io lo chiamo così, il male che affligge l’Inquilina. Puntuale come un cucù, si presenta ogni sera – guai a saltarne una eh – tra le 20 e le 22 (il che sta a significare ovviamente che le nostre serate sono spacciate, con il Marito che mi canzona “ma che credevi, che potevi fare la vita di prima? E’ una neonata di un mese e mezzo”).

E io che ogni volta – ormai sempre più di rado – provo a fare un tentativo: mi vesto, mi trucco poi inizia il pianto e, svestita a metà, mi metto in poltrona con lei tra le braccia.

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