L’alta cucina non è una cosa per pavidi

Misha SukyasCosa fai tutto il giorno? Questa è la domanda che mi fanno di solito da quando sono in maternità. E in effetti sì, all’inizio è stato strano passare dalle giornate di mamma lavoratrice full time allo stare in casa, da un momento all’altro. Poi è bastato un attimo perché mi ci ritrovassi, perché alle cose belle sai com’è, ci si abitua subito. Da che non sapevo più cosa volesse dire essere in casa da sola (vabbè proprio sola no, che il Daddy è un home worker) mi sono ritrovata cinque giorni su sette ad avere metà della giornata per me. Che lusso ragazzi!

Sì, ma se vi dicessi che il tempo non mi basta mai?! Tra le faccende, mille incombenze da sistemare in vista dell’arrivo dei twins e un minimo di riposo (oh son pur sempre al sesto mese di gravidanza gemellare) il tempo che posso dedicare a quello che più amo è davvero risicato. Sarà deformazione professionale, ma mi ha aiutato moltissimo impostare una sorta di routine per essere organizzata e sfruttare al meglio i tempi. Il momento che preferisco è sicuramente quando posso dedicarmi alla cucina. Credetemi, se c’è una cosa che mi è mancata profondamente è cucinare. Non parlo di sfamarsi, parlo proprio del piacere di cercare una ricetta, scegliere con cura gli ingredienti, accendere la musica e mettersi ai fornelli. Improvvisare anche. Un po’ come si diceva in Ratatouille “L’alta cucina non è una cosa per pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete. L’unico limite sia il vostro cuore“.

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