Dove finiscono i ricordi

 

iPhone scatola dei ricordiMe lo chiedo spesso, quando la guardo, felice. 10 mesi compiuti, sorriso disarmante. Dove finiscono i ricordi?

I suoi, quella di bimba alla scoperta del mondo, manine rapaci, sempre impiastricciate di qualcosa. Gli occhi sgranati, ambra che sfuma nel blu. La bocca, vorace, di mamma e di mondo.

I miei ricordi, di madre, incredula. Poco convinta ancora di aver messo al mondo tanta meraviglia.

Dicono che il dolore del parto si dimentica. Ricordo di averne provato tanto, dopo il cesareo. Ma il male sì, l’ho dimenticato.

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A qualcuno piace caldo

Termometro No Contact NuvitaQuando nasce un neonato e’ tutta una questione di temperatura.

Hai presente stare bello accoccolato al caldo per nove mesi… E poi?
“Rimettetemi dentroooo!!!” Ecco questo è quello che deve aver pensato l’Inquilina, che strillava come una forsennata e di smetterla proprio non ne voleva sapere. Read more

50 sfumature di pannolino

50 sfumature di pannolinoNon avevo mai cambiato un pannolino prima della nascita dell’Inquilina; al corso preparto mi era stato detto che il personale del nido ci avrebbe spiegato questa, come altre cose, ma il sovrappiù di nascite di quei giorni, e la carenza di personale, non hanno giocato a nostro favore.

(Che poi proprio ieri leggevo di un minimo storico delle nascite nel 2014: sarebbe interessante conoscere i dati regionali perché solo nell’ospedale in cui ho partorito, il 25 luglio, ci sono state 14 nascite: parliamone…).

Così sono tornata a casa convinta, ad esempio, che a ogni cambio si dovesse usare la salvietta, e che l’acqua – questa sconosciuta – non fosse poi indispensabile.

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In sala parto

Racconto di partoDa quando mi sono trasferita ho decisamente perso la cognizione del tempo.

Sarà il fusorario tra Lazio e Puglia, dove tutto scorre più lentamente e vige ancora l’istituzione della controra, una sorta di siesta spagnola di derivazione contadina, quel momento del dopo pranzo in cui il paese si ferma, la gente si abbandona al riposo ed è vietato uscire di casa.

Sarà perché un indecifrato numero di notti fa, il travaglio della mia migliore amica, seguito su whatsapp, mi ha tenuto sveglia tutta la notte… con devastanti effetti sullo stato delle mie occhiaie.

È così che è nato questo post, un travaglio – non il mio, un racconto di parto. Ringrazio Marina per averlo ospitato nella sua rubrica su Da mamma a mamma.

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Narciso

Narciso e lo specchioL’Inquilina, spossata dalle fatiche della poppata e del cambio pannolino, si getta bocconi contro l’armadio, attratta dalla bellezza del posto e dallo specchio: mentre osserva, invaghitasi della forma che vede riflessa, attonita fissa se’ stessa e senza riuscire a staccare lo sguardo, rimane immobile come Sophie la giraffa sul comodino.

In piedi contro lo specchio dell’armadio contempla le due stelle che sono i suoi occhi, e i capelli degni di Afrodite, e le guance impuberi e il collo d’avorio e la gemma della bocca e il rosa suffuso del candore di neve, e ammira tutto ciò che fa di lei un essere meraviglioso.

Ovidio non me ne voglia per aver storpiato i suoi versi…

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