Vorrei essere Mamma Pig

Mamma pigCi riflettevo in questi giorni. Che sono in ferie e un po’ mi sento Mamma Pig.

Le volte in cui voglio mettermi davanti al mio Mac e puntualmente l’Inquilina mi sale addosso e pretende di guardare il video di Beo Beo! Un po’ come fanno Peppa e George quando usurpano la tastiera del computer di Mamma Pig per giocare alla gallina che fa le uova, mentre lei cerca di lavorare.

O le volte in cui veniamo al mare e l’Inquilina sosta nell’area della doccia dello stabilimento per saltare allegramente nelle pozze di fanghiglia di sabbia, su e giù come Peppa Pig, ma senza le galoche. Che Dio l’abbia in grazia per la sua pazienza Mamma Pig.

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Baby boom. Facciamo il punto?

Facciamo il punto? Baby boomNo, non temete. Non è che dopo l’ultima – e parecchio intensa – settimana di lavoro abbia deciso di abbandonare la scrivania per darmi all’auto produzione di marmellate in stile Dian Keaton.

Mesi fa stilavo quest’elenco, fitto di buoni propositi per il grande rientro.

Visto che ultimamente mi sono resa conto di quanto a volte me la senta calla, e di quanto poi la vita puntualmente mi smentisca – ovvero la modestia non è il mio forte – dopo aver letto questo post di Mammaincittà mi sono chiesta a che punto fossi. Cioè, ma che davero davero sono pure io una di quelle che partecipa alle riunioni coi pallini della pappa della figliola sparsi sulla maglia, ma ben distribuiti?

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Cose che odio (e cose che amo) della maternità | parte I

Cose che odio della maternità Mi accodo alla scia degli elenchi di ciò che più si odia, ma anche ciò che più si ama, della maternità dei post di MammaAvvocato, Malanotteno e GinaBarilla, e vi dico la mia. Di me che sono una mamma più giovane (non sulla carta di identità, ma perché ho all’attivo una sola figliola di 13 mesi, che vi assicuro però vale per due… Di sicuro quanto a peso!).

Le cose che odio:
1) Dover andare a lavoro. Lo so, di questi tempi averne è una benedizione. Ma certe mattine proprio detesto dover alzarmi per andare a lavoro (ok, sì, di tanto in tanto capitava anche prima) perché vorrei stare più tempo con lei. È quando mentre giro la chiave e accendo il motore, alle volte si sveglia e parte con la sua vocetta acuta “ma ma ma ma ma ma ma”. È dura. L’è davvero dura.

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Mamma mi porti con te? Lavoro e asilo nido

Asilo nidoÈ successo anche a me.
Che una mattina (una a caso tipo ieri) mi accompagnassero il Daddy e l’Inquilina alla fermata, che l’Inquilina mi guardasse con gli occhioni tristi, che io andassi via col magone.

Forse sì, era già accaduto altre volte. Ma non come ieri.

Che mi ci è voluto il tempo del bus, del treno, del 40, sedermi alla scrivania, un post abbandonato sul nascere e i messaggi del Daddy su whatsapp, per cacciarlo via.

Perché se c’è un pensiero che può combattere la difficoltà del distacco è quello che il proprio figlio stia bene, e che se stai lontano tante ore da lui, lo fai col cuore più leggero se sai di averlo lasciato col sorriso.

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Ogni mattina Mummy si sveglia e sa che deve correre

Il leone e la gazzella - correreOgni mattina, in provincia, Mummyinprogress si sveglia alle 6,30 e sa che deve correre.

In macchina per arrivare alla fermata dell’autobus. Lì dove si confonde in mezzo ai liceali e si interroga con fare marzulliano se se sono loro a vestirsi come una mamma trentacinquenne o se è lei a vestirsi come un adolescente.

(Probabilmente la seconda che ho detto).

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