Come preparare un bambino all’arrivo della sorellina o fratellino

O anche all’arrivo di una sorellina e di un fratellino! Perché in questo caso, la sorpresa è stata decisamente doppia, anche per noi.

Sulle prime non abbiamo dovuto, anzi potuto, riflettere molto sul come dirlo. La pancia è stata evidente sin da subito, persino alla figliola che indicandola diceva “Pancia di mamma, graaaaande”. Ho approfittato del suo ehm, chiamiamolo delicato, spirito di osservazione per raccontarle che nella pancia di mamma c’era un bimbo e che piano piano la pancia sarebbe diventata sempre più grande. Poi abbiamo saputo che i bimbi erano due.

✔️Il libro illustrato. Come primo approccio, ci è stato molto utile un libro illustrato avuto in regalo da una zia speciale (sì, so che sono solita usare i libri per spiegare ai bambini, sarà deformazione la mia, ma credo fortemente che a questa età le immagini possano essere efficaci più di mille parole) La Mamma di Mariana Ruiz Johnson, lo trovate su Amazon.  Racconta con immagini coloratissime delle mamme del mondo: la Mamma umana, la Mamma Mucca, la Mamma Orsa ecc e di come ogni mamma prima custodisca nella sua pancia il proprio o i propri bimbi e poi se ne prenda cura… perché la mamma è tanti nascosti universi (cit.)

✔️L’ecografia. Premesso che grazie alla Dottoressa Peluche (ah, il potere educativo dei cartoni!) ha sviluppato una forte curiosità verso le medicine e il prendersi cura delle persone, ha assistito a una delle prime ecografie con grande interesse. In braccio al papà guardava il monitor e ascoltava entrambi i battiti. Ha anche tentato di impossessarsi dello stetoscopio, ma questa è un’altra storia. L’esperienza deve averla molto coinvolta, perché – a modo suo naturalmente – l’ha raccontato a chiunque incontrasse nei giorni successivi.

✔️La scelta dei nomi. Visto che proprio non riuscivamo a trovare un accordo, abbiamo pensato di farci aiutare nello scegliere i nomi proponendole una piccola selezione. La scelta è stata un po’ pilotata in questo senso, ma ha visto tutti felici nel risultato e lei si è sentita partecipe di questa nuova avventura della nostra family in progress.

✔️I Cicciobelli. Da qualche tempo, guardando la pubblicità in TV, chiedeva di avere un Cicciobello. Quando un negozio dell’usato per bambini ha postato sulla sua pagina Facebook due Cicciobelli, maschietto e femminuccia a un prezzo stracciatissimo, col Daddy abbiamo pensato fosse un segno del destino. Naturalmente prima sono stati trattati con un processo di igienizzazione dalla sottoscritta (alcuni hanno anche temuto che gli ormoni mi stessero trasformando in una mamma pancina che si prende cura dei bambolotti, ma vabbè).

C’è chi, come Tracy Hogg, sconsiglia di regalare un bambolotto a un bambino in vista dell’arrivo del fratellino perché lo porterebbe a confondersi e usare una serie di abitudini non sane che potrebbe replicare poi con il neonato, come il dimenticarsi di averne cura, strattonarlo ecc.
Dal mio piccolo posso invece dirvi che anzitutto deve essere vissuto come un gioco e non come un surrogato dei bambini in arrivo e che può essere usato come esempio costruttivo (come prenderlo in braccio, come cambiare il pannolino, oh guarda piange vediamo se ha fame e così via). Importante, sottolinea lo psico-Daddy è non dare ai bambolotti i nomi reali dei bambini, proprio per evitare quel processo di identificazione di cui parlava la Hogg.
La figliola li chiama molto più semplicemente Cicciobello e Cicciobella, le piace coccolarli, dargli il biberon, cantargli la Ninna Nanna. Ora mi ha chiesto dei pannolini… ditemi, dove si trovano così piccoli?!

Non mi illudo che grazie a questi accorgimenti avremo evitato la gelosia, sarà un passaggio inevitabile immagino. Ma spero almeno che sentendosi più partecipe di quello che sta accadendo, in qualche maniera arrivi più preparata.

Voi come lo avete detto e come lo hanno vissuto i vostri bambini?

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