La valigia dell’ospedale

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio… e in questo caso decisamente sì, lungo una vita direi. Anzi due!

Dopo innumerevoli sollecitazioni ricevute da più fronti – rispettivamente mamma e marito che mi placcano da almeno tre settimane per prepararla, al grido di “gli antichi dicevano che a sette mesi è parto” e “dobbiamo mettere la borsa in macchina”, ma questo meriterebbe un post a parte – a 30 settimane suonate di gravidanza gemellare, ho deciso di dedicarmi alla famigerata valigia dell’ospedale. La mia seconda – e ultima penso, a meno di non aspirare alla Casa della Prateria- valigia dell’ospedale.

Come orientarsi per chi è alla prima esperienza – o anche alla seconda o terza e si è scordata tutto?

✔️chiedere informazioni all’Ospedale scelto per il parto. Ogni ospedale ha di solito una sua lista, con determinate preferenze e necessità rispetto ad altri. Al mio primo parto ad esempio non ho dovuto portare, oltre ai cambi di vestiti, altro tipo di occorrente per il bambino. L’ospedale provvedeva a tutto, dal bagnetto ai pannolini.

✔️scegliere una borsa capiente ma morbida. Niente trolley o valigioni che potrebbero non entrare negli spazi previsti, meglio una borsa/valigia che si possa adattare a ogni necessità.

✔️per la mamma:
Camicie da notte comode per allattare e vestaglia
(Credetemi, io faccio una gran fatica a mettere la camicia da notte, perché sono più tipo da pajama – tiriamocela un attimo, finché si può – ma riconosco che dopo il parto, soprattutto nell’eventualità di un cesareo, è molto più comodo sollevare la camicia che infilare pantaloni)
Non pensate a prenderle chissà quanto giganti, magari una per sicurezza in caso il ricovero pre parto dovesse durare più giorni. Considerate che quando avrete partorito la pancia non ci sarà più, quindi se ora vi vanno aderenti, dopo vi staranno di sicuro.
Reggiseni da allattamento. Premessa: col tempo allatterete (se è vostra intenzione farlo) con qualsiasi cosa avrete addosso, quindi non sono così necessari. Io trovo ad esempio scomodissimi quelli classici, preferisco un reggiseno morbido da spostare o uno in cui si stacchi la spallina lasciando completamente scoperta la parte. Ecco, sui reggiseni invece come taglia, abbondate abbondate. Perché il giorno in cui arriverà la montata lattea vi sveglierete come una Pamela Anderson ai tempi d’oro di Baywatch.
Slip usa e getta. Decisamente più igienici. La volta precedente ho usato le mutandine di rete con assorbenti post parto, questa volta mi hanno consigliato i Tena pants, uno slip assorbente da cambiare al bisogno.
Ciabatte e calzini, scegliete la comodità. Adesso io questa storia dei calzini non l’ho mai capita fino in fondo. Ma la leggenda narra di dover portare dei calzini bianchi per il giorno del parto in particolare. La volta precedente, se da un lato sono riuscita a evitare i calzini, dall’altro ho dovuto sfoggiare delle fantastiche calze antitrombo. A N T I T R O M B O. E ho detto tutto.
Occorrente per l’igiene personale. Oltre ai classici prodotti, nel mio beauty non mancheranno:
Tintura madre di calendula, consigliatomi da un’ostetrica, è un disinfettante naturale per l’igiene intima. Qualche goccia da sciogliere in acqua.
Crema per iniziare l’allattamento, aiuta a evitare la formazione di ragadi o altre irritazioni. Il Vea OIL è tra quelli che preferisco (dopo averne provati un paio), in generale assicuratevi che il prodotto scelto non debba essere risciacquato prima di attaccare il bambino.
Coppette assorbilatte, una decina, perché con l’arrivo della montata serviranno diversi cambi al giorno.
Ventaglio. No, non è uno scherzo. Anche se la stagione sembri non richiederlo, con l’arrivo della montata lattea avrete un rialzo della temperatura, e se da un lato madre natura vi grazierà di rotondità mai immaginate, dall’altro certe caldane che manco in menopausa.
Bacinella per lavarsi, carta igienica e carta assorbente (se non fornite dall’ospedale).
Garzine e soluzione fisiologica, sia per pulirsi prima o dopo l’allattamento, sia per pulire occhi e naso dei bambini, se l’ospedale non dovesse occuparsene.

✔️per il bambino (o i bambini):
4 cambi completi, ovvero body, calzini, tutina o completino a piacere, cappellino più un cambio per le dimissioni. C’è chi porta anche le così dette “camicie della fortuna” in lino o in seta, che vengono fatte indossare al neonato alla nascita, sotto la tutina. Senza nulla togliere alla tradizione, questa volta ho deciso di non portarne, perché la volta precedente si era attorcigliata sotto gli indumenti e aveva lasciato dei bei segni.
Io aggiungo anche dei piccoli bavaglini per i primi amorevolissssssimi rigurgiti.
Come organizzare i cambi: li ho divisi per giorno in sacchetti trasparenti richiudibili (li trovate in vendita nei supermercati o in negozi che trattino generi per la casa). Ogni sacchetto deve avere un’etichetta con il nome e cognome del bambino e il numero del giorno, a prova di errore se non doveste essere voi a cambiarlo. Dove trovare le etichette: online c’è una vasta scelta, ma chi mi segue sa che da tempo mi affido a quelle di Stikets, di ottima qualità, colorate e personalizzabili. Per organizzare la valigia dell’ospedale sarà sufficiente un pack da 20 o più etichette adesive medie, ma se avete voglia di sbizzarrirvi con etichette termoadesive per i tessuti o tag per borse, piuttosto che altri formati, troverete tantissime altre soluzioni sul loro sito, con la possibilità di scegliere le combinazioni di colore, gli sfondi, l’icona, il font e naturalmente il testo.
Occorrente per l’igiene e il cambio del neonato: detergente intimo delicato, crema per il cambio del pannolino, salviette, pannolini, traversine e asciugamano.
In materia di cambio ognuno ha le sue preferenze. Per la prima gravidanza non sapevo neanche da dove partire, quali prodotti usare, come lavare e cambiare un pannolino. In questo mi è stato di grande aiuto l’ospedale in cui ho partorito: nonostante ci fosse il rooming in, ogni mattina il personale del nido passava a prendere i bambini e il cambio del giorno, li riportava alle mamme lavati e profumati, con un paio di pannolini nella culletta che sarebbero serviti durante il giorno.
Per lavare il bambino è sufficiente l’acqua. Detergente delicato (preferisco i prodotti con una composizione naturale, come la linea biologica dei Provenzali bimbi o Fiocchi di riso) da usare solo una volta al giorno o in caso di bisogni quelli grossi, per dirlo alla Catarella (da Montalbano ndr) e salviette per emergenze. Come pasta per il cambio non amo stuccare il culetto del neonato, meglio una crema leggera che lasci respirare i tessuti e prevenga gli arrossamenti.
Per i pannolini ne basterà una confezione piccola.
Lenzuolino e copertina, a seconda della stagione.

✔️da non dimenticare:
Documenti personali e esami eseguiti durante la gravidanza.
Caricabatterie cellulare
Credito sufficiente a rispondere alla miriade di messaggi e chiamate che arriveranno
Svuotare la fotocamera per le millemila foto dei nuovi nati
Snack e monetine per la macchinetta
Igienizzante mani, per noi, ma anche per chi oserà prendere in braccio i nuovi arrivati! Scherzo (sull’oserà naturalmente), ma un po’ di attenzione in più con i neonati non guasta.

Dette così sembrano tantissime cose, ma basta avere una lista sottomano per ricordarsi tutto. Poi, a meno che non stiate andando a partorire nel Deserto del Sahara, ci saranno parenti e amici che potranno aiutarvi se avrete bisogno di qualcosa last minute!

E voi? Come vi siete organizzate? Avete altri suggerimenti?

2 thoughts on “La valigia dell’ospedale

  • 30 gennaio 2018 at 8:50
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    Rientrata a casa da una settimana dopo il secondo parto aggiungo cibo di conforto per la mamma… i pasti dell`ospedale sono appena sufficienti per la fame post parto 😊

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    • 30 gennaio 2018 at 8:58
      Permalink

      Non me lo dire… sono mesi che sogno un panino al prosciutto, di quelli fatti a mestiere!!! 😉 Come stai?

      Reply

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