Eva contro Eva

Mamme che domandanoUltimamente mi è presa questa deriva un po’ romantico-filosofica.

Sarà colpa dei 20 giorni di vacanza di cui ho goduto sotto Natale e delle sveglie del mattino alle ore 9,00. Che capite, per una che se si alza alle 5,30 grasso che cola, è tanta ma proprio tanta roba (nonostante tre risvegli eh!).

[Non temete però, che l’Inquilina ha voluto rendere alla Mummy la sua verve da carenza di sonno facendomi iniziare la settimana con la sveglia alle ore 4,00. Poi che lei abbia dormito all’asilo dalle 8,30 alle 11,30 è un dettaglio]

Avete mai riflettuto sul fatto che il nemico numero 1 delle mamme – no, non sono le suocere 😀 – sono le mamme stesse?

Mica sono le amiche single, che a quelle che gli frega. Loro piuttosto si stupiranno di alcuni gesti così lontani dal loro mondo. Almeno io ricordo di come mi meravigliai quando con grande disinvoltura, e in tempi molto lontani dalla mia maternità, una cara amica tirò fuori un attrezzo complicato e disse “Scusami ma devo tirarmi il latte” e io “Tirare what?!?“. Non sapevo mica che quella che anni fa mi parve una pratica surreale, sarebbe diventata la mia routine dei primi mesi dopo la nascita dell’Inquilina.

E neanche le amiche che non hanno figli ma magari li vorrebbero, sono tue nemiche. No, loro al massimo ti guardano con aria sognante, perché pensano alla tua immensa fortuna anche mentre tuo figlio ha sganciato una bomba così maleodorante da appestare tre quarti della spiaggia.

È dalle altre mamme che bisogna stare in guardia.

Quelle che al corso preparto ti chiedono “Tu che trio hai scelto?”. E mentre le guardi con fare interrogativo, loro ti stanno già raccontando di aver prenotato la Ferrari dei passeggini, ultimo grido, interni in vello d’agnello, sfoderabile e traspirante in estate. Cappotta e borsa da cambio coordinati.

Quelle che ti domandano “Dorme la notte?“. Perché a loro non interessa se dorme o meno, la risposta è scritta nelle tue borse, le IT bag dei tuoi prossimi tre anni che nascondi sotto gli occhiali neri. Loro non vedono l’ora di dirti che da quando hanno smesso di allattare il loro bambino, danno un biberon di LA la sera (latte artificiale, signore, si chiama latte artificiale!) e gli fa tutta una tirata. Oh bella pe’ voi! Ma sappiate che v’ha solo detto bene, che mica funziona a tutte?!

Quelle che ti chiedono com’è stato il tuo parto, perché la massima ambizione è raccontarti che il loro di bambino è uscito alla terza spinta, e magari neanche un punto. Che in ospedale lo sapevi già se dovevi starne alla larga: si aggiravano truccate, postura perfetta, ciabatta in pendant con la vestaglia.
Tu, che per quanta dignità ti sforzassi di avere, eri la caricatura di te stessa, piegata a novanta e con le caldane neanche fossi stata in menopausa.

Quelle che ti interrogano se sono spuntati i primi dentini, come procede lo svezzamento, se prende il ciuccio, se dorme nel lettino, quando ha fatto i primi passi, se allatti ancora, se usi la fascia o il passeggino, se hanno le coliche, se…

Diffidate mamme dalle mamme che domandano, perché sono le peggiori interlocutrici. Sono loro che non ascoltano, ma pronte al via a snocciolarti l’ultimo dei loro successi in puericultura e affermare la loro verità sul maternage neanche fosse il verbo.

Io piuttosto nutro simpatia per quelle come me, un po’ goffe ma #diversamentefighe, che si aggirano al parchetto con aria scazzata, ma che al primo soffio di vento controllano mani e guance che non siano troppo fredde, e sono pronte a tirare fuori dalla zavorra che si portano appresso il cappello col copriorecchie, che sia mai si buschi un raffreddore. Che si infilano nel tunnel dell’area giochi rischiando di rimanerci col colpo della strega, a fare bubusettete anche se gli si scompiglia la capigliatura. Che sorridono a vederlo raccattare i sassolini in mezzo alla terra.

Diffidate da quelle che vi esortano di stare attente. Che ingessano i propri bambini col vestito della domenica e poi pretendono di portarli a spasso composti. Perché sono le stesse che un giorno ti aggiungeranno al gruppo whatsapp di scuola, per il regalo di Natale delle maestre, di Pasqua e pure di fine anno. Mentre tu sarai tentata, parafrasando la mia collega Mammasfigata, a lanciare un entusiastico fantastico e continuare il tuo shopping online, a cadere nella rete del meglio così o meglio colà e comunque non sono d’accordo, o silenziare le notifiche e leggere tutto a Babbo morto (Natale s’intende eh? 😉 )

Questo post partecipa all’iniziativa di Micaela LeMCronache #tanaliberatutte.

6 thoughts on “Eva contro Eva

    • 12 gennaio 2016 at 10:42
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      Anche a me!!!

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  • 12 gennaio 2016 at 10:17
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    ahahahahahahahaha
    io sono quella che ha avuto bimbuzza alla “terza spinta, e magari neanche un punto” e soprattutto…ero io che andavo in giro per l’ospedale con la ciabatta in pendant con la vestaglia…Me le guardavano tutte le infermiere ahahaha
    Ma com’ero giovane!!! soprattutto…ero ancora inconsapevole.
    Come al solito, mi fai sorridere tanto quando leggo i tuoi post.
    Bacio
    Vy

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    • 12 gennaio 2016 at 10:45
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      Bella pe’ te!!! Però non ci credo neanche un po’ che guardavi le altre ansiosa di dire la tua… Spesso generalizzo in maniera anche banale, poi alla fine è tutta questione di attitudine 😀 Io al terzo giorno, nonostante i punti del cesareo mi sono piegata a depilarmi le gambe! Bacio!!!

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  • 12 gennaio 2016 at 20:38
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    Che piacere leggerti! Ecco, io mi trovo molto vicina all’immagine di mamma che copre il figlio ( terrore dei malanni e non perdo il vizio, così anche con la seconda😬) o che legge terdivamente whatsapp gruppo per asilo. E concordo con te su ‘Ste mamme saputelle che sanno allevare figli ancor prima di concepirli. Io le chiamo” le dogmatiche” 😉Ps. La tua espressione finale mi è molto famigliare☺️

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    • 13 gennaio 2016 at 9:09
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      Grazie!!! È sempre un piacere sapere di non essere sole 😉 ma sai che “l’espressione finale” l’ho scritta di getto e non avevo neanche pensato fosse pugliese?! Certe buone abitudini non passano mai 🙂

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