Due cuori una pancia

Quando ho realizzato di essere in attesa, a malapena avevo un ritardo. Mi sembrava di aver messo su qualche chilo ma avevo ripreso ad allenarmi, crollavo in macchina di ritorno dal mare, qualcosa non mi tornava, decisamente. Ho fatto un test di gravidanza che avevo in casa, scaduto e positivo.

No, non sono andata in giro a cercare la farmacia di turno aperta e a comprarne mille mila da fare a ogni ora, che se la concentrazione di beta al mattino è più forte però si sa mai. La seconda gravidanza è così, inevitabilmente si diventa più pragmatici. Il giorno dopo ero già in laboratorio, con un ago nel braccio. Anche se non ricordavo quando avevo avuto l’ultimo ciclo. A mezzogiorno sapevo di essere un filo incinta, che 1450 è un numerone.

Non ci ho fatto troppo caso, anche con la prima le beta erano tanto alte, ho pensato di essere avanti con le settimane. Dopo due giorni le ho ripetute, 13510. Tuttaposto. Io in un frullatore. Ho prenotato la visita dalla ginecologa per andare in pausa pranzo, tanto Amore non ti scoccia se vado sola ve? No, no fai pure, poi mi dici. La seconda gravidanza è così, anche i mariti inevitabilmente diventano più pragmatici.

Signora, forse c’è qualcosa che non va. Insomma le beta sono alte, vedo una camera e il sacco ma non c’è ancora embrione e battito. Potrebbe essersi interrotta. E nonostante con la seconda gravidanza inevitabilmente si diventa più pragmatici, anche il mio di battito per un attimo si è interrotto.
No, aspetti, ritiro tutto quello che ho detto: c’è una seconda camera, sì, questa è proprio una seconda camera, poco più piccola dell’altra. E adesso va bene questa cosa del pragmatismo della seconda gravidanza ecc ecc ma dottorè, famose a capì, tu vuoi che muoro?!
Ok, i conti sono giusti, sono 5 settimane scarse, gravidanza gemellare. Però una camera è più piccola dell’altra e non c’è il sacco. Uno dei due, quando è così indietro, di solito si riassorbe. Deve assolutamente ripetere l’ecografia tra un paio di settimane (mumble mumble, a Ferragosto).

Driiiin. Sì, Signora guardi, io rientro proprio il 14 agosto, venga alle 18,00 così vediamo con l’ecografia quale dei due è andato avanti. Oh, ma tutti sti dottori che pensano positivo a me, eh… e diamola una chance a ‘sti du’ regazzini no?! Gianni, l’ottimismo! (ve lo ricordate quello spot di qualche anno fa? Ndr).

Perché quando scopri di essere in attesa di due gemelli, c’è dentro di te un che di fortemente controverso (oltre agli ormoni naturalmente): la risata isterica dello shock iniziale con ansie e paure annesse, e la certezza, la chiara certezza, di volerli assolutamente tutti e due e che saresti disposta a qualsiasi cosa pur di averli.

E poi l’ecografia. Quella delle sette settimane. Bu-bum bu-bum bu-bum. Due sacche, due placente, due battiti, un accordo di suoni. Due cuori una pancia. Signora non c’è dubbio, questa è proprio una gravidanza gemellare, ascolti. E finalmente anche tu puoi iniziare a respirare in #sintonia con loro. Fanculo al pragmatismo della seconda gravidanza.

*Questo post partecipa agli esercizi di scrittura di #aedidigitali, tema #sintonia

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