La valigia dell’ospedale

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio… e in questo caso decisamente sì, lungo una vita direi. Anzi due!

Dopo innumerevoli sollecitazioni ricevute da più fronti – rispettivamente mamma e marito che mi placcano da almeno tre settimane per prepararla, al grido di “gli antichi dicevano che a sette mesi è parto” e “dobbiamo mettere la borsa in macchina”, ma questo meriterebbe un post a parte – a 30 settimane suonate di gravidanza gemellare, ho deciso di dedicarmi alla famigerata valigia dell’ospedale. La mia seconda – e ultima penso, a meno di non aspirare alla Casa della Prateria- valigia dell’ospedale.

Come orientarsi per chi è alla prima esperienza – o anche alla seconda o terza e si è scordata tutto?

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Allora fai il cesareo

Questo post avrebbe dovuto intitolarsi Allora fai il cesario. Ma abbiate pazienza c’è la SEO, capisc’ a me.

Chiariamo un punto, tanto per cominciare. Ogni volta che un soggetto al di sopra di un metro di altezza pronuncia la parola CESARIO, un membro dell’Accademia della Crusca muore. Si dice CESAR-E-O non CESAR-I-O. Suvvia, ce la si può fare.

Sono gemelli? Allora fai il cesareo.
Facciamo chiarezza. Ogni volta che qualcuno sostiene che non è possibile un parto naturale gemellare, un ginecologo muore. Anche con i gemelli è possibile partorire naturalmente, salvo particolari eccezioni. È possibile partorire naturalmente soprattutto quando sono bicoriali – biamniotici (ovvero quando hanno due sacche e due placente diverse). Se in alcuni ospedali il parto naturale non è previsto, probabilmente il motivo riguarda una qualche mancanza a livello di sale, attrezzatura o staff dell’ospedale stesso. Ma non diamo per scontato ciò che scontato non è.

Non hai fatto un parto naturale con la prima? Allora fai il cesareo.
Ogni volta che qualcuno afferma che sei hai già partorito con un cesareo non puoi partorire naturalmente, un’ostetrica muore. Si chiama VBAC (vaginal birth after C section), richiede sicuramente un’assistenza maggiore di un parto naturale nel momento del travaglio, ma si può fare. Ripetete con me: il parto naturale ha meno rischi di un parto cesareo. E no, non sono tra quelle che considerano il cesareo come una sconfitta. Ci ho fatto pace, e in qualche maniera l’ho superata. Lo chiamo parto perché sempre di parto si tratta, ma ricordate che è anche un intervento e come tale può avere le sue complicazioni. Perché il vbac non viene praticato in tutti gli ospedali? Come per il parto naturale gemellare, vedi sopra.

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