Calendario dell’avvento per Nativi Digitali

Quella dei nostri figli è decisamente la generazione dei nativi digitali. Se mi seguite sapete che non sono contraria all’uso di tablet o altri supporti informatici da parte dei bambini, anzi. Sono convinta che un uso controllato, e naturalmente limitato nel tempo, possa essere educativo. C’è una varietà di app, da quelle sviluppate da logopedisti, a quelle a sfondo ecologico che insegnano a differenziare i rifiuti, ai puzzle con lettere e numeri, a quelle in inglese che facilitano l’apprendimento di tanti argomenti. Mi stupisco a guardare la figliola passare con naturalezza da Android a iOS, quando io stessa a volte faccio ancora fatica.

Non voglio dire con questo che la rete sia tutta rosa e fiori. Tengo molto alla mia privacy, faccio molta attenzione a quanto condivido e vorrei trasmettere questo a mia figlia (e a quelli che verranno) (sì, presto da tre diventeremo cinque in famiglia, ma questa è un’altra storia). Per questo mi sono appassionata alla campagna di sensibilizzazione lanciata da Kaspersky in occasione del Natale, dedicata ai più piccini per la sicurezza in rete e contro il cyberbullismo, con l’obiettivo di insegnare ai bambini come scoprire in modo sicuro il mondo digitale e coinvolgere i genitori stessi su questa tematica, che spesso e volentieri viene sottovalutata.

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Natale handmade

Da quando è nata la Ninni sto riscoprendo quanto sia calda l’atmosfera del Natale. Lei che è attratta da lucine, canti, pacchetti e tutto quello che è tradizione. Sta scoprendo il senso dell’attesa e avendo la pazienza di aprire una scatolina al giorno del calendario dell’avvento (ma questa è un’altra storia di cui vi racconterò a breve). Credetemi, non ci avrei mai scommesso!

Assieme a lei mi avvicino al Natale con occhi nuovi, mi piace pensare a piccoli doni per le persone che mi sono vicine. E questo di Natale, più che mai, ho scelto di regalare l’handmade. Cose fatte con il cuore. Se il mio pancione è un deterrente per andare in giro per mercatini, la rete è una grande risorsa. Basta fare un giro su Etsy o Instagram per scoprire meraviglie e perdersi nella scelta.

Qui la mia personalissima selezione, di artiste della tela, della resina, dei colori, della golosità:

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L’alta cucina non è una cosa per pavidi

Misha SukyasCosa fai tutto il giorno? Questa è la domanda che mi fanno di solito da quando sono in maternità. E in effetti sì, all’inizio è stato strano passare dalle giornate di mamma lavoratrice full time allo stare in casa, da un momento all’altro. Poi è bastato un attimo perché mi ci ritrovassi, perché alle cose belle sai com’è, ci si abitua subito. Da che non sapevo più cosa volesse dire essere in casa da sola (vabbè proprio sola no, che il Daddy è un home worker) mi sono ritrovata cinque giorni su sette ad avere metà della giornata per me. Che lusso ragazzi!

Sì, ma se vi dicessi che il tempo non mi basta mai?! Tra le faccende, mille incombenze da sistemare in vista dell’arrivo dei twins e un minimo di riposo (oh son pur sempre al sesto mese di gravidanza gemellare) il tempo che posso dedicare a quello che più amo è davvero risicato. Sarà deformazione professionale, ma mi ha aiutato moltissimo impostare una sorta di routine per essere organizzata e sfruttare al meglio i tempi. Il momento che preferisco è sicuramente quando posso dedicarmi alla cucina. Credetemi, se c’è una cosa che mi è mancata profondamente è cucinare. Non parlo di sfamarsi, parlo proprio del piacere di cercare una ricetta, scegliere con cura gli ingredienti, accendere la musica e mettersi ai fornelli. Improvvisare anche. Un po’ come si diceva in Ratatouille “L’alta cucina non è una cosa per pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete. L’unico limite sia il vostro cuore“.

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La verità vi prego sulla casetta di pan di zenzero Ikea

Premessa: sono anni che dico di voler realizzare la casetta di pan di zenzero Ikea. Quest’anno mi son detta che era quello giusto, per passare un pomeriggio creativo io e la mia figliola. Così alla prima occasione buona ho acquistato e messo da parte il kit, per aprirlo poi in uno dei lunghi pomeriggi invernali.

Primo errore: io – che Googlo l’impossibile – non mi sono documentata per vedere i suggerimenti in rete.

Avevo preso il kit in tre pezzi: pan di zenzero, colla alimentare, decorazioni.
✔️Casetta di pan di zenzero: si compone di sei pezzi, quattro lati della casa + due pezzi per il tetto a spiovente (che ho trovato nella confezione entrambi rotti) e ulteriori quattro pezzi per realizzare il camino.
✔️Decorazioni: tre tubetti (bianco, verde e rosso), una bustina di zuccherini a forma di cristalli di neve, una bustina di mini smarties. Le decorazioni sono un po’ povere, o forse è che la figliola se ne è mangiata la metà è quindi mi son sembrate poche…
✔️Tubo di colla alimentare: duro da stendere che non vi dico, avrei potuto ovviare al problema scaldandolo un po’ ma sul momento non c’ho pensato. Mea culpa, l’esperienza insegna. In alternativa si può preparare del caramello da usare come colla a caldo, fate solo attenzione ai polpastrelli! Oppure realizzare della ghiaccia reale (albume + zucchero a velo + qualche goccia di succo di limone) da utilizzare sia come colla che in aggiunta alle decorazioni.

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Due cuori una pancia

Quando ho realizzato di essere in attesa, a malapena avevo un ritardo. Mi sembrava di aver messo su qualche chilo ma avevo ripreso ad allenarmi, crollavo in macchina di ritorno dal mare, qualcosa non mi tornava, decisamente. Ho fatto un test di gravidanza che avevo in casa, scaduto e positivo.

No, non sono andata in giro a cercare la farmacia di turno aperta e a comprarne mille mila da fare a ogni ora, che se la concentrazione di beta al mattino è più forte però si sa mai. La seconda gravidanza è così, inevitabilmente si diventa più pragmatici. Il giorno dopo ero già in laboratorio, con un ago nel braccio. Anche se non ricordavo quando avevo avuto l’ultimo ciclo. A mezzogiorno sapevo di essere un filo incinta, che 1450 è un numerone.

Non ci ho fatto troppo caso, anche con la prima le beta erano tanto alte, ho pensato di essere avanti con le settimane. Dopo due giorni le ho ripetute, 13510. Tuttaposto. Io in un frullatore. Ho prenotato la visita dalla ginecologa per andare in pausa pranzo, tanto Amore non ti scoccia se vado sola ve? No, no fai pure, poi mi dici. La seconda gravidanza è così, anche i mariti inevitabilmente diventano più pragmatici.

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