Pannolini Newborn – la ricerca

[Attenzione: questo non è un post sponsorizzato. Tutti i prodotti che vedete in foto sono stati acquistati dalla sottoscritta]

Cosa c’entrano i Super Pigiamini con i pannolini? Facile: avete presente Super Pigiamini in azione, di notte salviamo la situazione? Se siete in attesa e non avete altri figli probabilmente no. Ma garantisco che a breve quasi non ne potrete più.
Visto l’arrivo ormai imminente dei Twins (occio che oggi son 36+5!) sono alla ricerca di super pannolini che di notte salvino la situazione e non solo, salvino anche le nostre tasche da una possibile bancarotta.

Perché siamo onesti, il meglio sul mercato del pannolino, soprattutto per i New Born, i nuovi nati, sono i Pampers Progressi. Per me non c’è gara, o almeno fino ad ora non c’è stata. Finché il neonato di casa è uno ci si può districare tra le offerte: di solito una confezione misura 1, con 28 pannolini per bambini appena nati che pesano dai 2 ai 5 kg, costa intorno ai 9 e ha uno sconto che trovate sulla confezione stessa (almeno lo ha in questo momento) di 2 euro, che la maggior parte dei punti vendita si preoccupa di applicare in cassa. Molti siti pubblicizzano offerte apparentemente convenienti, ma quando si tratta di Pampers soprattutto, vi consiglio sempre di verificare il costo delle spese di spedizione e dividere il totale per numero di pannolini, così da valutare il costo del singolo pannolino. Vi renderete conto che il più delle volte non c’è risparmio, anzi. Diffidate gente, diffidate.
Considerate che un neonato, sino allo svezzamento, sporca in media 6/8 pannolini al giorno e moltiplicate per due… no basta con l’algebra e la calcolatrice, è solo un modo di dire che la spesa da sostenere, soprattutto con due gemelli, non è indifferente.

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Gravidansie: le paure delle mamme di Gemelli

Se pensate di essere state apprensive con la prima gravidanza o con le gravidanze singole, aspettate di rimanere incinta di due gemelli. Perché se con la seconda di gravidanza vorreste un attimo rilassarvi, che in fondo sapete già cosa vi aspetta… Sorpresa!

Superato lo shock iniziale del “sono due” come raccontavo qui, non vi meravigliate se il vostro ginecologo vi preparerà all’eventualità che uno possa riassorbirsi… Gianni, l’ottimismo! Ho subito pensato mentre toccavo ferro, facevo le corna e robe simili… Eppure succede, anche più spesso di quanto immaginiamo ahimè.

Trascorsi i primi tre mesi, manco il tempo di godersi il primo grosso sospiro di sollievo, ti annunciano che le gravidanze gemellari sono ad alto rischio di parto prematuro e che a ogni visita bisognerà controllare la lunghezza del collo dell’utero. Non è un caso se ogni mom-to-be si preoccuperà di fare un normale corredino più un mini corredino d’emergenza TAGLIA 00. Capite che per me parliamo di dimensioni inimmaginabili, considerando che la Ninni era una taglia forte già dagli esordi. E non vi meravigliate se inizierà a fare la valigia dell’ospedale dopo la morfologica (ok, io ho un attimo momentato, ma sono un caso a parte) o avrà cambiato auto (qui potremmo aprire un capitolo a parte, perché se già con i gemelli si ha bisogno di taaaanto spazio per portarsi appresso il passeggione – no, non è un refuso, è proprio one – immaginate con tre in età da seggiolino e la necessità di avere tre sedili omologati isofix).

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L’ABC della merenda dolce

So che rischio di diventare monotematica, ma a 33 settimane suonate di gravidanza gemellare, via cosa volete vi racconti? Le mie energie e le mie forze sono concentrate sulle creature e su tutto quello che gli ruota intorno. Compra tutine, smista calzini, fai lavatrici… Io stendo forte.

Se su sollecitazione di mammà e marito mi sono concentrata a chiudere la valigia dell’ospedale e, tra i tanti consigli delle amiche di rete, ho aggiunto alla lista delle cose da non dimenticare degli snack. Sì ok, ma quali? Mica è facile, che con uno ti viene il reflusso, con un altro troppi zuccheri e due secondi dopo hai di nuovo fame, non parliamo di cioccolata che è subito acidità.

Dunque, uno spuntino sano, nutriente, leggero, che non si conservi in frigo e che garantisca un senso di sazietà e di energia. Esattamente quello che cerco per le merende della mia fanciulla quando torna da scuola. Ormai lontana dall’ora del pasto principale ma troppo vicina a quella della cena. E basta una svista perché si rovini l’appetito.

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La valigia dell’ospedale

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio… e in questo caso decisamente sì, lungo una vita direi. Anzi due!

Dopo innumerevoli sollecitazioni ricevute da più fronti – rispettivamente mamma e marito che mi placcano da almeno tre settimane per prepararla, al grido di “gli antichi dicevano che a sette mesi è parto” e “dobbiamo mettere la borsa in macchina”, ma questo meriterebbe un post a parte – a 30 settimane suonate di gravidanza gemellare, ho deciso di dedicarmi alla famigerata valigia dell’ospedale. La mia seconda – e ultima penso, a meno di non aspirare alla Casa della Prateria- valigia dell’ospedale.

Come orientarsi per chi è alla prima esperienza – o anche alla seconda o terza e si è scordata tutto?

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Allora fai il cesareo

Questo post avrebbe dovuto intitolarsi Allora fai il cesario. Ma abbiate pazienza c’è la SEO, capisc’ a me.

Chiariamo un punto, tanto per cominciare. Ogni volta che un soggetto al di sopra di un metro di altezza pronuncia la parola CESARIO, un membro dell’Accademia della Crusca muore. Si dice CESAR-E-O non CESAR-I-O. Suvvia, ce la si può fare.

Sono gemelli? Allora fai il cesareo.
Facciamo chiarezza. Ogni volta che qualcuno sostiene che non è possibile un parto naturale gemellare, un ginecologo muore. Anche con i gemelli è possibile partorire naturalmente, salvo particolari eccezioni. È possibile partorire naturalmente soprattutto quando sono bicoriali – biamniotici (ovvero quando hanno due sacche e due placente diverse). Se in alcuni ospedali il parto naturale non è previsto, probabilmente il motivo riguarda una qualche mancanza a livello di sale, attrezzatura o staff dell’ospedale stesso. Ma non diamo per scontato ciò che scontato non è.

Non hai fatto un parto naturale con la prima? Allora fai il cesareo.
Ogni volta che qualcuno afferma che sei hai già partorito con un cesareo non puoi partorire naturalmente, un’ostetrica muore. Si chiama VBAC (vaginal birth after C section), richiede sicuramente un’assistenza maggiore di un parto naturale nel momento del travaglio, ma si può fare. Ripetete con me: il parto naturale ha meno rischi di un parto cesareo. E no, non sono tra quelle che considerano il cesareo come una sconfitta. Ci ho fatto pace, e in qualche maniera l’ho superata. Lo chiamo parto perché sempre di parto si tratta, ma ricordate che è anche un intervento e come tale può avere le sue complicazioni. Perché il vbac non viene praticato in tutti gli ospedali? Come per il parto naturale gemellare, vedi sopra.

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