Il tetris della nanna

Chi mi segue da tempo ormai dovrebbe aver chiaro che, prima della nascita dell’Inquilina, non solo non avevo la benché minima esperienza di neonati, ma non mi ero neanche documentata a dovere. O meglio, il corso preparto sì, lo avevo seguito e anche con una certa diligenza, che ammetto d’averci un filo la sindrome della prima della classe.

Mi erano erano stati omaggiati i due libri più in voga all’epoca, Il linguaggio segreto dei neonati dell’ormai cara Tracy e What you expect when you’re expecting, meno simile all’omonimo film (di cui consiglio la visione alle mamme in attesa, delizioso!) e più prossimo a un manuale della gravidanza, mese per mese. Ma ecco, non è che mi avessero preparato poi così bene al ciclone Inquilina.

Per fortuna era già tramontata la moda di Fate la nanna. Che Estivill non me ne voglia, ma i suoi metodi poco si sposano con la mamma che ignoravo sarei diventata.

Sulle prime avevo pensato avrebbe dormito nella fu mia, e prima ancora di mia sorella, culla in vimini. Che ancora grondo al pensiero d’averla igienizzata col vapore, una pancia al settimo mese che tutti chiedevano se fossi a termine, e cinquanta gradi all’ombra. Ah, la sindrome della preparazione del nido!

Dunque la nanna di questi ultimi quasi tre anni, nella nostra family in progress, è stata un gioco di incastri. Avete presente il tetris?
Ecco, prendete due genitori, un neonato, due stanze da letto, due letti a due piazze e una culla. Mescolate i pezzi e avrete:

✔️Dal primo al terzo mese circa:
Stanza 1: letto a due piazze mamma, culla neonato
Stanza 2: letto a due piazze papà

✔️Quarto mese:
Stanza 1: tentativo di riappropriazione del talamo da parte del papà. Presto sfrattato causa smisurato russamento notturno. Lettino neonato, ormai cresciuto a dismisura per la culla.
Stanza 2: letto a due piazze occupato all’occorrenza dal papà.

✔️Dal quinto mese al primo anno:
Stanza 1: tentativo di appropriazione, riuscito perfettamente peraltro, da parte della figliola, del letto a due piazze, preferibilmente sotto l’ascella della mamma. Lo chiamarono cosleeping. Lettino usato come contenitore per giocattoli e indumenti.
Stanza due: letto a due piazze per il papà.

✔️Dal primo anno a pochi mesi in più:
Stanza 1: tentativo di riappropriazione del talamo da parte del papà, che non riuscendo a sfrattare la figliola, migra nella stanza 1 assieme a tutto il letto. Stanza 1 così composta: 2 letti a due piazze, occupati da tutti e due i genitori più figlia. Lettino definitivamente dismesso.

✔️Dall’anno e mezzo ai due e mezzo:
Ritorno alla composizione del periodo Quinto mese Primo anno.
Stanza 1: letto a due piazze cosleeping mamma bimba
Stanza 2: letto a due piazze papà.
Nel mentre, qualche tentativo fallito di riappropriazione del talamo da parte del papà.

Vi siete stancati a leggere? Figuratevi noi a gestire tutti gli spostamenti 😀

Non avevo mai considerato seriamente la mia posizione riguardo il cosleeping, quando mi sono trovata con una neonata urlante ogni volta che veniva posata in culla ho assecondato il suo bisogno. O forse pensato alla mia sopravvivenza? Son punti di vista, il risultato non cambia. Io e lei, strette strette per tanti mesi, anni direi, a fare la nanna. Il papà, una variabile. Necessaria eh, ma non indispensabile.

Cos’è accaduto poi?

Vuoi il caldo, vuoi posizioni sempre meno ortodosse, negli ultimi tempi si dormiva male. Lei recuperava con le sue quattro e più ore al pomeriggio e la notte… vi lascio immaginare. Il sonno della sottoscritta, non pervenuto.

Qualcosa non andava, bisognava fare degli aggiustamenti, e daje de tetris!

Non vi spiegherò di tecniche particolari per spostare il bambino nella sua cameretta. È successo che ce l’ho messa, e lei c’è stata. A ogni risveglio mamma è corsa a riaddormentarla ed è tornata alla stanza uno. Un po’ di fatica i primi giorni, con tre risvegli. Che nel giro di una settimana sono andati via via a diminuire sino a… shhhh non si dice! 😀

Guardando indietro mi sono chiesta se avrei fatto diversamente. La risposta è NO. Se c’è una cosa che ho imparato da quando sono mamma, è l’aver fiducia nei confronti del bambino. Come lui ne ha verso i genitori. (O forse ci ha detto solo un gran culo ad azzeccare il momento giusto!)

✔️Da due anni e mezzo:
Stanza uno: letto matrimoniale mamma e papà
Stanza due: cameretta bimba ❤

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5 thoughts on “Il tetris della nanna

  • 21 maggio 2017 at 23:05
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    Carino il tuo articolo! Io ho sempre assecondato il bisogno dei miei figli a dormire con me : Il papà ….spesso fuori dal lettone !

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    • 22 maggio 2017 at 15:29
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      Anche qui! Grazie 🙂

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  • 24 maggio 2017 at 12:28
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    Ciclicamente abbiamo dormito in 3, 4 e anche 5 più gatto nel lettone. Ora che i primi due sono più grandi, nel lettone non vengono più e anche l’ultima preferisce stare nel suo letto. Solo vuole che rimango un pochino con lei la sera.

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    • 27 maggio 2017 at 7:09
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      Beh mi sembra un ottimo risultato! Anch’io resto con lei mentre s’addormenta e poi mi sposto 🙂

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  • Pingback: Personalizzare la cameretta | mummy in progress | maternità 2.0

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