Sonno e materassi: sfatiamo qualche mito

✔️Ai materassi bisogna abituarsi per dormire bene. Recenti studi hanno dimostrato che l’effetto prima notte non riguarda strettamente il dormire in un letto diverso dal proprio. Sembrerebbe piuttosto che una parte del cervello resti di guardia, come avviene per alcune specie animali, in modo da non farsi cogliere di sorpresa e affrontare eventuali pericoli. Un materasso unico lo riconoscerete sin dall’inizio.

✔️I materassi sono fatti solo per dormire. Niente di più falso. I materassi sono fatti per accogliere. L’abbraccio prima della nanna. Il bacio della buona notte. Le ultime pagine di un libro sul comodino. I risvegli della domenica, quelli tiepidi, lenti. Mugolii risate e bambini zompettanti al ritmo di “Mamma sveglia, mamma alza, vieni mamma vieni”.

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La posizione dell’Amore

La posizione dell'amore
[Attenzione questo non è assolutamente un post vietato ai minori 😀 ]

E’ che sin da quando era piccina picciò, all’Inquilina è sempre garbato di fare la nanna in braccio alla Mummy. Una cifra.

Lei beata se ne stava quelle due ore e quaranta circa tra le mie braccia a ciucciare e dormire, e la sottoscritta se ne stava quelle altrettanto due ore e quaranta circa a scrivere, googlare e guardarsi serie TV con le cuffie, o addirittura senza audio che tanto c’erano i sottotitoli.

(Sì, pensate che son stata capace di vedere ben due stagioni di The Paradise col volume a zero, per accorgermi alla fine di non aver mai ascoltato la voce degli interpreti).

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World Sleep Day 2015 – non è una giornata per mamme

imageQuesto post è dedicato a tutte le mamme che hanno fatto della privazione da sonno la loro migliore compagnia.

WHEN SLEEP IS SOUND, HEALTH AND HAPPINESS ABOUND

Recita il motto del World Sleep Day 2015, che ricorre oggi. Certo, spiegatelo all’Inquilina e agli altri bimbi che: hanno fame di notte, stanno mettendo i denti, hanno bisogno di contatto, hanno gli incubi, hanno paura del buio, hanno la febbre, ecc ecc.

E poi ditelo alle loro mamme, quelle con le occhiaie, quelle che dormire tre ore di fila questo sconosciuto, quelle che quasi quasi sperano in una trasferta a lavoro così potranno cenare a letto, davanti alla TV e sprofondare nel migliore dei materassi circondate da cuscini d’ogni fattezza rigorosamente DA SOLE.

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Mamma ho paura!

imageTi svegli di soprassalto, sudata, immobile sotto le coperte. Negli occhi ancora impresso il fermo immagine del tuo incubo. Tendi l’orecchio in cerca di suoni familiari, ma è una notte stranamente silenziosa.

Vorresti accartocciarti in posizione fetale e restare impietrita così finché non sopraggiunge il sonno. Ricordi che sei sola già da qualche notte. Hai tutto il diritto di avere paura.

Anche quando eri all’università non hai mai amato dormire sola, o completamente al buio. Eri quasi felice quei due anni con camera da letto vista tangenziale e il ronzio che non cessava mai. Nonostante la tua compagna di stanza avesse la madonnina fluorescente sul comodino  – che impressione – hai dormito davvero sogni tranquilli.

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La nanna con la mamma. Regressioni in corso

imageL’Inquilina è in piena regressione. Lei che è sempre stata regolare con il sonno. Lei che ha sempre dormito, nel suo lettino, o anche nel lettone.

Da tre giorni a questa parte si sveglia, dopo pochi minuti di sonno, e si riaddormenta solo se abbracciata o faccia a faccia con il suo ditino in bocca. E poi riapre gli occhi, per vedere se ci sei ancora, per sentire che sei ancora lì, per lei, e allora sì, si addormenta serena, per la mezz’ora successiva di giorno, o per due tre ore consecutive la notte.

In tre giorni ho visto demolire il lavoro di questi cinque mesi, le “buone abitudini” ricercate insieme con pazienza e amore. In tre giorni ho visto perdere la sua, e la mia, “indipendenza”.

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