Le sette e diciassette

Tutti i giorni sono lì, a guardare i treni che passano. Lui, il suo bambino, la loro bicicletta. È difficile essere un padre single. È difficile combattere ogni giorno col desiderio di vederla scendere da quel treno, ancora una volta. Col suo bambino di 90 cm scarsi, che ogni giorno chiede di vedere il treno ciu ciuf. Perché di treni è pieno l’universo dei cartoni. Bob, Ben, Thomas. E l’emozione di vederne uno vero! Che alle sette e diciassette rallenta la sua corsa per far scendere i pendolari.

Ogni giorno, Lui, accompagna il suo bambino a vedere il treno dei cartoni. E ogni giorno è lì, a immaginare come sarebbe vederla comparire dalle porte, un po’ impacciata. Con una borsa più pesante di una zavorra da un lato, la schiscetta dall’altro e le mani occupate in una delle sue chat, andargli incontro con un sorriso. Perché lei da qual treno, un giorno, non è scesa più. Ma loro continuano a essere sempre lì, puntuali, alle sette e diciassette.

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Eva contro Eva

Mamme che domandanoUltimamente mi è presa questa deriva un po’ romantico-filosofica.

Sarà colpa dei 20 giorni di vacanza di cui ho goduto sotto Natale e delle sveglie del mattino alle ore 9,00. Che capite, per una che se si alza alle 5,30 grasso che cola, è tanta ma proprio tanta roba (nonostante tre risvegli eh!).

[Non temete però, che l’Inquilina ha voluto rendere alla Mummy la sua verve da carenza di sonno facendomi iniziare la settimana con la sveglia alle ore 4,00. Poi che lei abbia dormito all’asilo dalle 8,30 alle 11,30 è un dettaglio]

Avete mai riflettuto sul fatto che il nemico numero 1 delle mamme – no, non sono le suocere 😀 – sono le mamme stesse?

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