La preparazione del nido

Dicono che arrivi nel secondo trimestre e, nonostante ne sia stata già affetta una volta – ma in modo serio eh – non sono riuscita a sfuggirle. Mettici poi che in questo caso i picciriddi in arrivo sono due, vuoi che non mi metta a riorganizzare la casa?

In cima alla lista delle priorità, non appena fossi stata a casa full time, c’era proprio quella che chiamano la preparazione del nido, con annesse pulizie autunnali. Perché: un colpo al lettone di qua – che dovrò metterci i lettini per tenerli vicini vicini – una rinfrescata alle tende di là – che quando nasceranno chi avrà più il tempo – io, la regina della pigrizia (chi mi segue sa che le pulizie domestiche non sono la mia passione), sto rimettendo a lucido la casa.

Il mio motto – accantonato quello di rosselliana memoria Domani è un altro giornoMinimo Sforzo = Massimo Risultato, dovreste ormai conoscerlo. Per questo, da tre anni a questa parte ormai, mi affido a USE detersivi con i prodotti italianissimi dell’azienda Gallo, testati e garantiti (secondo le norme vigenti che vietano la sperimentazione su animali), ipoallergenici e dalle profumazioni piacevoli ma non invadenti. Le formulazioni di #USEdetersivi , nonostante non siano aggressive per la pelle e per le superfici, sono efficaci per tutti gli usi indicati. Questa volta ho fatto davvero il pieno: Piatti a mano e Lavastoviglie (per un pulito brillante), Tenda bella lava e Tenda bella rigenera (un trattamento dedicato a farle tornare come nuove, oltre che pulite), Forte inox e marmo (ottimo sia in cucina che per i sanitari). Menzione speciale per Pavimenti Opium che ha fatto risplendere, senza ingrassare, il pavimento in grès. In confezioni con pratico dosatore che consente di non sprecare il prodotto.

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4 Serie TV da vedere (e rivedere)

TIMvision serie tv✔️Mad Men
Se lavori nella pubblicità o nella comunicazione (o sei un appassionato), se ami gli anni ’50 prima ma soprattutto i ’60 e i ’70 poi, se sei un intenditore di serie TV.
Uno spaccato socio culturale dei pubblicitari della Madison Avenue e di quanto ruota attorno alle loro vite.
NB: non si può che soccombere a Don Draper, il protagonista: l’uomo che tutte desiderano, il marito che nessuna merita. Donne avvisate 😀

✔️Grey’s Anatomy
La serie cult su amori e altri disastri degli specializzandi e dei medici del Seattle Grace Hospital.
Curiosità: perché si chiama Grey’s Anatomy. Il titolo della serie gioca sull’assonanza tra il cognome del personaggio principale Meredith Grey e L’anatomia del Gray, importante manuale medico.
La voce narrante di Meredith tira le somme e conclude ogni episodio, accompagnata da un brano che spesso dà il nome alla puntata.
L’ultima volta che l’ho guardata aspettavo l’Inquilina, quindi sì, non ho ancora visto il tragico epilogo di colui che vorremmo veder sorridere ogni mattina. Dite che ce la posso fare?!
Se poi avete presente quelle piccole trascurabili manie da picchi ormonali, avevo una canzone in testa che ero certa di aver ascoltato nella serie. Ho googlato come non ci fosse un domani e consultato la colonna sonora di ben 9 stagioni alla sua ricerca. E alla fine ce l’ho fatta: Two weeks, Grizzly Bear. Ora nelle mie cuffiette 😀

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Il pulito è servito

Kaercher il pulito è servitoCh’io non sia un’amante delle pulizie domestiche, non ne ho mai fatto un mistero. Non che non mi piaccia la casa linda e pinta, anzi. Alla domanda di bambina qual è il tuo sogno da grande? C’è chi rispondeva di voler diventare ballerina, chi una principessa, chi desiderava già l’abito bianco e tanti bambini. Io rispondevo senza indugio. Avere una donna delle pulizie.

Mi immaginavo a metà tra una Lynette Scavo per la brillante carriera (mica per il numero dei figli eh!) e una Bree Van de Kamp, massimo emblema dell’ordine e della pulizia (Desperate Housewives ndr.).

In effetti sul lavoro non mi è affatto andata male, ma della questione casa parliamone. Che ho collezionato più traslochi io negli ultimi 3 anni che un qualsiasi popolo nomade, neanche seguissi il flusso migratorio stagionale. Con conseguente spargimento di cose nomi e città. Che dopo una giornata full-time e un viaggio in treno, voglia di rassettare saltami addosso.

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Domani è un altro giorno

Domani è un altro giorniNon dico sia il più grande in assoluto, ma di certo uno di quelli che ho più interiorizzato sì. Parlo dell’insegnamento di mia mamma, che dopocena faceva sparecchiare ad ognuno il proprio posto, mentre lei beata stendeva le sue lunghe gambe davanti alla tv.

E i piatti, chi li fa? Domani è un altro giorno, con fare Rosselliano (Via col vento, ndr) rispondeva lei. Perché è sera, e perché dopo una giornata di fatiche abbiamo tutti diritto a un po’ di sacrosanto riposo.

Ora, secondo voi, quando sono andata a vivere, da sola prima col Daddy poi, che me lo so fatta dì due volte? Manco per sogno, perché domani è un altro giorno.

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Il bambino che vorrei

Il bambino che vorreiIo L’Inquilina non me la immaginavo.

Sarà perché da piccola avevo trovato in soffitta questo quadro col ritratto di una bimba bionda con grandi occhi chiari e naso all’insù, e mia mamma raccontava l’aneddoto terrificante di come si fosse innamorata di quell’immagine dipinta per i nove mesi della sua prima gravidanza, e di quanto fosse rimasta poi delusa alla vista di mia sorella.

Scura, piccola e pelosa. Tanto da decidere di metterlo via.

Un po’ come Gabrielle (Solis, Desperate Housewives ndr), ex modella da copertina delle riviste più patinate, con una figliola che altro che diversamente magra, che si è scoperta poi essere stata scambiata in culla. Ma niente niente pure mia sorella?! 😀

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