Perché guardare Tredici in tredici punti

1. Perché il bullismo esiste. A tutte le età.

2. Perché un giorno potrebbe capitare ai tuoi figli e tu potresti essere così sopraffatto dalle incombenze quotidiane da non accorgertene.

3. Perché è una lezione di responsabilità. Ogni azione porta a delle conseguenze.

4. Perché ha una colonna sonora strepitosa. A iniziare dai Joy Division in apertura con Love is tell us apart.

5. Perché è uno spaccato realistico – per quanto duro – di ciò che succede durante l’adolescenza.

6. Perché mette in luce quel confine – a volte labile, a volte troppo comodo – tra ciò che può essere considerato “normale” e ciò che non deve essere giustificato come tale.

7. Perché quando hai un dubbio, riguardo qualcuno o qualcosa, vale sempre la pena di andare a fondo. Per quanto difficile possa essere.

8. Perché la tecnica dello struzzo non funziona con i sensi di colpa. Quando sono troppo grossi da sopportare, possono portarti a fondo.

9. Per ricordarsi che l’uomo è un animale sociale (lo scriveva Aristotele nella sua Politica, mica io) e la solitudine non è mai un bene. Insieme si è più forti.

10. Perché i figli sono quanto di più prezioso, e anche quando ci fanno spazientire, bisogna ricordarsi di “maneggiarli con cura”. Fate uso di magnesio (cit. Le M Cronache).

11. Perché chiedere l’aiuto di uno specialista non deve essere un tabù. Lasciare i deliri di onnipotenza a casa e affidarsi a chi è competente. Uno bravo però.

12. Perché a offrire aiuto non si sbaglia mai.

13. Perché è una serie autoconclusiva. Puoi decidere di fermarti così e avrai già avuto tanto.

Ho iniziato a guardare Thirteen reason why – l’ultimo successo di Netflix, tradotto in Italia col titolo di Tredici) spinta da un binge watching collettivo. Dopo qualche perplessità iniziale – facevo fatica a immedesimarmi: troppo giovane il protagonista maschile, Clay, troppo drammatica la protagonista femminile Hannah, genitori con problemi ancora lontani da affrontare per la sottoscritta (si spera il più tardi possibile) – la serie mi ha coinvolto.

Siamo onesti: chi non è mai stato preso in giro a scuola perché troppo alto o troppo basso, troppo magro o troppo grasso, per il naso o per gli occhiali… ma a partire da quando queste e altre forme di vessazione o prevaricazione, verbale fisica o psicologica, possono chiamarsi atti di bullismo?

Guardando al mio passato di adolescente e pensando invece da genitore, ho trovato in Tredici molte domande, alcune risposte e diversi spunti di riflessione.
Sull’uscita della seconda stagione, non ancora ufficializzata, ho delle perplessità perché la storia è autoconclusiva. Potrebbe incuriosirmi l’esplorazione approfondita di alcuni degli altri personaggi che possono raccontare storie sicuramente sicuramente interessanti. Stay tuned!

Avete visto Tredici? Cosa ne pensate?

*Un grazie a Lucia, Samantha, Lavinia, Simona, Lara, Emanuela e tutte le altre amiche di serie TV che mi hanno suggerito la visione!

14 thoughts on “Perché guardare Tredici in tredici punti

  • 29 aprile 2017 at 22:32
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    quindi mi vuoi dire che l’hai già finita?? io sono arrivata ora alla cassetta di Clay e mi è salita un’ansia!
    Comunque ottima sintesi di buoni motivi per riflettere e vedere la serie.
    Aggiungo che noi genitori ci dobbiamo sentire responsabili, sempre, ad ogni età dei nostri figli perchè di fatto è così. Basta nascondere la testa nella sabbia dei “ho fatto del mio meglio”.

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    • 29 aprile 2017 at 23:28
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      L’ho finita due giorni fa 😀
      Ecco per me la cassetta di Clay l’hanno tirata un po’ per le lunghe. Ma diciamo che è un errore perdonabile.
      Condivido in pieno il tuo punto! Potrei aggiungerlo in effetti e arrivare a 14… poi capirai!!!

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  • 5 maggio 2017 at 12:40
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    Non leggere i commenti, non leggere i commenti, non legg….

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    • 6 maggio 2017 at 21:36
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      No dai siamo state bravissssssime 😁

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  • 5 maggio 2017 at 16:07
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    Anch’io l’ho finita in due giorni e mi è piaciuta parecchio. Mi dispiace solo che alcune scene siano troppo forti da far vedere ad un pubblico più giovane, ci sta nella drammatizzazione della vicenda ma ad esempio, mi sarebbe piaciuto farla vedere a mio figlio (che di anni ne ha 12 e perfettamente in target sull’argomento) ma non me a sono sentita….

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    • 6 maggio 2017 at 21:36
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      Mi trovi perfettamente d’accordo! Anch’io ho pensato all’uso educativo della serie, ma trovo che alcune parti siano davvero troppo esplicite per farle vedere ad un adolescente

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  • 5 maggio 2017 at 21:25
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    Te l’ho già detto.. generi nuove dipendenze!!!

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    • 6 maggio 2017 at 21:34
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      Allora spero che ti sia piaciuta 😉

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  • 6 maggio 2017 at 13:52
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    Non ho mai visto questa serie però mi hai molto incuriosita!

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    • 6 maggio 2017 at 21:34
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      È uscita da pochissimo ma è già un cult 🙂

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  • 6 maggio 2017 at 22:19
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    Io con te non ci parlo più.
    Ciao
    Emy

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    • 8 maggio 2017 at 17:48
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      Ma nooooooooo

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    • 8 maggio 2017 at 17:51
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      Ho rimediato ssssubito 😁

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