Manifesto della #mammapendolare

Ogni mattina, quando sorge il sole, la mamma pendolare si sveglia e sa che deve correre.
La mamma pendolare è quella che misura la distanza dal lavoro in tempo di percorrenza e non in km. […]

La mamma pendolare al mattino esce di casa struccata e arriva in ufficio neanche avesse fatto un restyling dal make-up artist delle dive, tanto è lungo il tempo del viaggio.
O in alternativa si trucca direttamente in ufficio.

 

Per questo la mamma pendolare ha nel cassetto della scrivania un travel kit di prodotti per il trucco e per l’igiene. E anche una piccola scorta di generi di prima necessità, al pari di quella che le basterebbe a sopravvivere per una settimana.

 

Perché la mamma pendolare o salta la pausa pranzo per uscire prima, o la sfrutta per fare quelle commissioni che non potrebbe fare in altri momenti della giornata.

 

La mamma pendolare esce di casa all’alba con gli occhiali da sole, che oltre a fungere da copriocchiaie, servono a nascondersi e dormirci dietro.

 

La mamma pendolare ha una borsa che ha la capacità di un trolley e il peso specifico del piombo, con almeno una di queste tre cose all’interno: pranzo, coppette assorbilatte, ballerine di ricambio. Nella mia ci trovi tutte e tre.

 

La mamma pendolare nella borsa ha poi una di queste altre tre cose – che ogni giorno si ripete che una volta a casa le lascerà, ma poi finisce per tenerle perché a vederle le regalano un sorriso: ciuccio, sonaglino, calzino spaiato (ah, ecco dov’era).

 

La mamma pendolare ha un super potere aggiunto: è una stratega. Ha messo a punto una serie di accorgimenti per essere la prima a salire sul treno, sedersi anche se è affollato, essere tra i primi a scendere per poter prendere prima l’autobus.

 

La mamma pendolare ha i minuti contati, per questo ha scaricato l’app di Trenitalia e controlla il binario di partenza del treno prima di arrivare in stazione.

 

La mamma pendolare è cool: la distingui da uno studente universitario solo dalla borsa, la sua è di “marca buona”.

 

La mamma pendolare è la prima a cedere il posto a una donna incinta, aiutare una mamma alle prese con un passeggino, sorridere del bambino che col pianto infastidisce l’intero vagone. Merito dell’empatia.

 

La mamma pendolare la riconosci perché, oltre ad avere 5 trilioni di foto del figlio sullo smartphone, se le squilla il telefono parte la suoneria di Shaun The Sheep, o Peppa Pig, o Sofia la Principessa.

 

La mamma pendolare ha sempre lo smalto scheggiato, quando ce l’ha.

 

La mamma pendolare ottimizza il tempo del viaggio per fare quello che non riesce quando è con i bambini: leggere, scrivere, navigare in rete, o anche solo chiudere gli occhi e riposare.

 

Ogni mattina la mamma pendolare, quando sorge il sole si sveglia e sa che deve correre. Non importa quale sia il mezzo di trasporto – auto, pullman, treno o anche tutti a tre insieme – l’importante è che quando sorge il sole la mamma pendolare cominci a correre.

 

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Mamma pendolare

Se hai altri punti da aggiungere al Manifesto, scrivimi nei commenti qui sotto.

La mia storia da neo pendolare nell’intervista su Vitadapendolare.it

12 thoughts on “Manifesto della #mammapendolare

  • 29 giugno 2015 at 13:39
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    Eccomi al 100% !!!!!! Nel mio cassetto dell’ufficio ho quasi più cose che nell’armadietto del bagno di casa…smalto, acetone, lacca per capelli, deodorante….ahahah! Un vero arsenale….
    E nella mia borsetta è molto difficile trovare i fazzoletti del naso però non mancano mai le salviette per il pupo…;-)

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    • 29 giugno 2015 at 15:39
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      Anche io ho lo stesso problema con i fazzoletti!!! In compenso salviettine a gogò 😀 😀 😀

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  • 3 luglio 2015 at 11:19
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    Io non sono (ancora) una mamma pendolare, ma questo manifesto rispecchia un pochino anche me! Come dico sempre, quando si è pendolari, la parola d’ordine è sempre e comunque OTTIMIZZAZIONE. Se sei una mamma pendolare poi…

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    • 3 luglio 2015 at 21:40
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      L’ottimizzazione è fondamentale! o forse è proprio sopravvivenza 😀 😀 😀

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  • 3 luglio 2015 at 16:31
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    Io sono stata prima pendolare che mamma. Ho viaggiato in treno col pancione e sono tornata al lavoro con una pupa di 4 mesi affidata ai nonni. Sono passati 8 anni e ora il mio pendolarismo è scandito dagli orari della scuola, il chè mi permette di schizzare fuori dal lavoro senza che nessuno provi a trattenermi. Sul contenuto della mia borsa… bè ho scritto un post “sassaiola” che lo racconta.

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    • 3 luglio 2015 at 21:43
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      Allora mi dai una pista 😀 Sono proprio una novellina… Scherzi a parte credo debba essere stato difficile lasciarla a quattro mesi, andrò a leggere il tuo post! Grazie 🙂

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  • 6 luglio 2015 at 15:59
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    Sei un mito! Io non sono più pendolare da tanto. Per scelta!
    Ora che sono mamma quasi quasi rimpiango quel tempo per trucco-parrucco-letturevarie e soprattutto: chiusura occhi!!!!

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    • 6 luglio 2015 at 16:28
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      Grazie Sara 😀 ma soprattutto speriamo mi regga!

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  • 22 ottobre 2016 at 20:58
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    Tanto rispetto ragazze. Io ho la fortuna di far parte della categoria uscio-bottega, nonostante abiti in città. L’unico aspetto positivo è il tempo che dedicate allo svago lungo il tragitto 🙂

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    • 22 ottobre 2016 at 22:53
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      Ultimamente lo svago più gradito che mi concedo lungo il tragitto è dormire!!! (Che non è poco 😉 )

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