Come nasce una favola

C’era volta un omino rosso. Un omino rosso piccino, con la lingua rosa e gli occhi blu.
C’era una nuvola azzurra. Una nuvola azzurra dispettosa, che con le sue rodontità voleva coprire il sole a tutti i costi. E spingi oggi spingi domani, spingi di qua e spingi di la, non fosse per i lunghi raggi che continuavano a sfuggirle, ci era quasi riuscita.
C’erano tante piccole gocce che poco alla volta scesero giù, un po’ a destra un po’ a manca, da quella nuvola dispettosa diventata sempre più blu.
E infine c’era un ombrello, rosso e grosso, che riparò l’omino dalle tante piccole gocce finché il sole, grande e giallo, non torno a risplendere su.

Se c’è una cosa che mi affascina dei bambini, è il loro modo di giocare. Non troverete fondamenti pedagogici in questo post, che non ne ho, ma solo riflessioni nate dalla curiosità e necessità di intrattenere una bambina vivace, a volte anche troppo.
Che come tanti bambini, fino a una certa età non ha manifestato grande interesse verso i giochi per un tempo superiore ai 5 minuti. O meglio, il gioco dei giochi era rovesciare il cesto dei balocchi e cospargerne il pavimento per la felicità dei nostri piedi.

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Cose che sanno di mare

[Attenzione: questo post è assolutamente dedicato agli amanti del mare come noi].

In attesa delle lunghe giornate estive, quelle in cui la figliola passa in rassegna – rotolando con il suo corpo – ogni singolo cm della spiaggia, sia mai lasciasse un granello di sabbia agli altri bambini; quelle in cui le dita assomigliano più a delle prugne secche; quelle da cui non si vorrebbe tornare mai; abbiamo sperimentato delle piccole cose che ci portino un po’ di mare a casa. Avete presente la storia di Maometto e la montagna no?!

✔️Favole dal mare. Il kit creativo di Larteaparte della serie Cuciamoci una storia. Si compone di pannolenci presagomati e perforati e contiene tutti gli accessori necessari ad assemblare i vari pezzi per creare la Sirenetta e il suo amico pesciolino. Un gioco adatto a partire dai 4 anni per sviluppare la manualità del bambino, da fare con la supervisione di un genitore che potrà aiutarlo nelle parti più complesse, e la narratività per arricchire di nuove avventure la storia che tutti conosciamo de La Sirenetta. ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Su Instagram la fotostory della realizzazione della Sirenetta e del pesciolino Flounder.

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Vorrei insegnarti

Stacking cubesVorrei insegnarti che nella vita è importante costruire. Un mattone dopo l’altro. E anche se alle volte qualcosa può andar storto e ti sembrerà di aver sbagliato tutto, ti auguro di imparare ad ammettere l’errore, chiedere scusa e ricominciare.

Vorrei insegnarti che nella vita i numeri sono importanti, ora che ti piace contare fino a dieci, e domani. Perché imparerai che da adulti si hanno delle responsabilità e non c’è azione con la quale non ti troverai a fare i conti.

Vorrei insegnarti che se continuerai ad amare le lettere, quelle dell’alfabeto con cui ora giochi così tanto che mi correggi ogni volta che dimentico la J, potrai viaggiare anche tra le quattro mura di una stanza.

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5 caratteristiche fondamentali in un giocattolo

CodaBruco Fisher-PriceCon l’inverno che incombe il mio cruccio principale – a parte i millemila malanni, of course – e, immagino quello di ogni altra mamma, è come trascorrere gli interminabili pomeriggi in casa. Io e lei. Lei e io. Un po’ Sandra e Raimondo (fosse solo per come scalcia tale e quale a Sandra sotto le coperte).

Non pensate che intrattenere un bambino in età prescolare sia tanto più semplice che avere a che fare con un neonato. O almeno questo ammonimento valga per la sottoscritta, quando mi ripetevo che crescendo sarebbe stato più semplice. Bella pe’ me!

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Montessori at home. Si può?

Montessori il gioco dei travasiHo frequentato un asilo Montessoriano. Strano vero? Voglio dire ai miei tempi, si insomma un trentennio e passa fa, nientemeno che in un paesino della Puglia, un asilo che applicava il metodo Montessori.

Mamma andava fiera di avermici iscritto. Lo fu meno del fatto che un giorno, nell’impeto della mia indipendenza di quattrene, presi la via di casa da sola. Ci arrivai pure eh! Solo che dovetti tornare indietro perché non c’era nessuno. E all’asilo ci ritrovai mamma con una ciabatta alzata di troppo.

In casa aveva affisso il decalogo e io mi sono sempre ripromessa che se un giorno avessi avuto un figlio, ne avrei fatto tesoro. Read more