Baciati dalla sfortuna

Bridget Jones SfigaSono un’ingenua. Pensavo con figlia e marito, di essermi lasciata alle spalle i tempi da Bridget Jones.

Di quando spendevo mezzo stipendio per un vestito di Tara Jarmon, per poi lasciarlo cadere per strada a causa della shopping sfondata dalla pioggia, calpestarlo e sentirmi dire “Signorina, scusi le è caduto qualcosa”. E Ops! Mi è caduto un altro mezzo stipendio in lavanderia per un vestito ancora non indossato.

Oppure di quando mi ero convinta che avrei incontrato l’anima gemella in una libreria, e passeggiavo ammiccante tra gli scaffali della libreria di Termini, per poi accorgermi che stavo sorridendo alla sagoma di cartone di Marc Levy che promuoveva il suo ultimo libro (Se solo fosse vero, per dovere di cronaca).

O quando andavo in giro con il 50ino che aveva un piccolo piccolissimo problema di candela, e si fermava ogni volta che c’era pioggia o umidità o prendevo una pozzanghera. A Roma, dove c’è una buca un sampietrino sì, e l’altro pure. Alla fine giravo con una candela di ricambio sotto il sellino, che avevo imparato a cambiare.

E ancora, quando mi ero follemente innamorata di un assistente universitario e, dopo un appuntamento per la tesi, ho inviato un sms molto tardo adolescenziale tutto cuoricini a lui, invece che alla mia migliore amica. A nulla – credo – sia servito togliere la batteria nel momento dell’invio. Io già mi aspettavo un finale così, ma le cose sono andate un po’ diversamente.

Altri tempi. Pensavo.

Poi però mi sono ritrasferita per rientrare a lavoro. E dopo appena due mesi in una casa nuova nuova, è comparsa lei, la Muffa. A poco sono valsi i metodi per debellarla: le spore si erano annidate nel chissadove, così da aver attaccato anche le mie scarpe.

E guai, dico guai toccare le scarpe di una donna. Perché che cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe, cit. Elio e le Storie Tese. Al momento sono esposte all’aria in veranda dai miei suoceri.

Sì, perché ora siamo parcheggiati dai suoceri. Dove alberga una specie di comune alla Parenthood, con l’aggiunta di 4 gatti, più Gatto Diverso (ovvero un gatto abusivo diverso dai nostri), più alle volte anche un cane. Che ieri mattina ha avuto la brillante idea di fare colazione coi pannolini dell’Inquilina. Conditi of course. Certo a Bonnie poteva andare peggio, tipo così.

La mia collega paperina MyEscapeDream sostiene che sfigato è cool, perché si ha sempre una storia da raccontare. Che la sfiga rende creativi nel cercare soluzioni. Che quando nei sei colpito spesso sei più pronto a fronteggiare gli ostacoli. Che si è più simpatici, proprio come Paperino. (Certo se un un uomo mi dice “sei simpatica” non è che io lo prenda proprio come un complimento…). L’altra collega, Mammasfigata – lo dice lo stesso nome – ne ha fatto uno stile di vita.

In fondo, mi dico, che se sono sopravvissuta alle coliche dell’Inquilina e alle sue apnee da pianto disperato, sono pronta a tutto… Ma meglio non dirlo troppo forte, perché questa sfiga pare ci senta bene 😀

Oggi c’è sciopero dei trasporti e sono già a bordo del primo mezzo per andare a lavoro… Io speriamo che me la cavo!

E voi? Quali sono le vostre esperienze tragicomiche di sfiga?

10 thoughts on “Baciati dalla sfortuna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *