Mio figlio morde

Quello dei morsi è un argomento sempre difficile, per i genitori e per i bambini. Per chi li riceve che porta sulla pelle il segno di aver subito e ricorda al genitore che il proprio bambino ha sofferto. Per chi li dà, che viene visto come il cattivo e il genitore ne prova vergogna, si scusa e cerca mille soluzioni perché la cosa si risolva il prima possibile (nella migliore delle ipotesi, poi non sempre c’è questa sensibilità da parte di mamma e papà quando il proprio figlio morde, ma questa è un’altra storia).

Ve lo dice una che è stata da ambo i lati, con una bambina che non aveva mai morso gli altri, ma a furia di prenderne ha imparato a darne, per difendersi o anche solo per scaricare la sua frustrazione.
Chiariamo una cosa. Non esistono bambini cattivi. Se un bambino morde, oltre quella che è l’età in cui si e esplora il mondo con la bocca o si “mettono i denti”, bisogna sicuramente approfondire e capire che il morso è l’espressione di un disagio. Ma non esistono bambini cattivi.

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La preparazione del nido

Dicono che arrivi nel secondo trimestre e, nonostante ne sia stata già affetta una volta – ma in modo serio eh – non sono riuscita a sfuggirle. Mettici poi che in questo caso i picciriddi in arrivo sono due, vuoi che non mi metta a riorganizzare la casa?

In cima alla lista delle priorità, non appena fossi stata a casa full time, c’era proprio quella che chiamano la preparazione del nido, con annesse pulizie autunnali. Perché: un colpo al lettone di qua – che dovrò metterci i lettini per tenerli vicini vicini – una rinfrescata alle tende di là – che quando nasceranno chi avrà più il tempo – io, la regina della pigrizia (chi mi segue sa che le pulizie domestiche non sono la mia passione), sto rimettendo a lucido la casa.

Il mio motto – accantonato quello di rosselliana memoria Domani è un altro giornoMinimo Sforzo = Massimo Risultato, dovreste ormai conoscerlo. Per questo, da tre anni a questa parte ormai, mi affido a USE detersivi con i prodotti italianissimi dell’azienda Gallo, testati e garantiti (secondo le norme vigenti che vietano la sperimentazione su animali), ipoallergenici e dalle profumazioni piacevoli ma non invadenti. Le formulazioni di #USEdetersivi , nonostante non siano aggressive per la pelle e per le superfici, sono efficaci per tutti gli usi indicati. Questa volta ho fatto davvero il pieno: Piatti a mano e Lavastoviglie (per un pulito brillante), Tenda bella lava e Tenda bella rigenera (un trattamento dedicato a farle tornare come nuove, oltre che pulite), Forte inox e marmo (ottimo sia in cucina che per i sanitari). Menzione speciale per Pavimenti Opium che ha fatto risplendere, senza ingrassare, il pavimento in grès. In confezioni con pratico dosatore che consente di non sprecare il prodotto.

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Se prima eravamo in tre…

A ballare l’Alligalli, adesso siamo in 5 a ballare l’Alligalli.
Sì, lo so che i conti non tornano. E in effetti non tornavano neanche a me, al laboratorio d’analisi, alla ginecologa che mi ha fatto la prima ecografia. Ma la matematica si sa, a volte è un’opinione.

Però ecco, meglio che lo scriva chiaro. Altrimenti finisce come per mio cugino, che prima di capire che sono in attesa di due gemelli, ha dovuto rileggere almeno dieci volte.

Così, dal momento che ho iniziato tardi, mi sono portata avanti. Che qua pare che se non hai almeno 3 figli di ‘sti tempi, dalle blogger ai Reali, non sei nessuno. Poi, casomai mi graziasse il Baby Blues – perché le gioie della gravidanza ce le ho tutte eh – pare che finisco il tempo più o meno con la Kate (Middleton), giusto per quella botta di autostima all’uscita dall’ospedale che non guasta.

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Una casa più sana

Le mie disavventure in fatto di casa non sono ormai una novità e che Bridget Jones mi faccia un baffo è un dato di fatto. Vi ricordate no? quella volta in cui, con una neonata tra le braccia e alle prese con i primi raffreddori, avevo ceduto al consiglio di una coppia di amici acquistando un umidificatore a caldo, e fu subito Tropici. Quella volta ad esempio ho imparato dell’esistenza dell’igrometro, che non è una parolaccia, ma un misuratore della percentuale di umidità presente negli ambienti.
O di quando, appena trasferitami a 600 km di distanza, e a ridosso del mio rientro a lavoro, mi sono ritrovata la casa piena di muffa. E peggio ancora… con le scarpe piene di muffa!
Che a debellarla non c’è stato verso, se non la drastica soluzione di cambiare, per l’ennesima volta, casa.

Capite che per queste, e altre disavventure – vogliamo parlare delle notti insonni in cui la figliola si è svegliata perché aveva troppo caldo, o troppo freddo, o le si era tappato il nasino o mille altre congetture – abbiamo iniziato ad avere una particolare attenzione alla qualità dell’ambiente domestico. E non parlo solo di temperatura o di umidità, ma di una serie di piccole accortezze che ci aiutano a vivere meglio.

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