Viaggiare sicuri

Viaggiare sicuriOvvero come sopravvivere a un viaggio in auto di oltre 600 km con bambino di due anni rigorosamente in seggiolino.

Non siamo nuovi a questi viaggi. Nei due anni di vita dell’Inquilina è il quarto che facciamo (considerando la sola andata, altrimenti il numero di raddoppia).

Certo, ora capisco il senso di mogli e buoi. Perché quando sposi qualcuno che abita così distante dalla tua terra d’origine, ovunque tu decida di risiedere, avrai sempre dei nonni da andare a trovare. E vi assicuro, che a volte è ‘na fatica

Se poi aggiungiamo l’innata avversione della fanciulla, non per il viaggio in sé, ma per lo stare costretta nelle cinture del seggiolino, la prospettiva non è delle più rosee. Quando con fare fulmineo riesce a sfilarsi le bretelle, strette a dovere sia chiaro, mi domando seriamente se abbia a che fare con l’erede di Houdini.

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Vorrei essere Mamma Pig

Mamma pigCi riflettevo in questi giorni. Che sono in ferie e un po’ mi sento Mamma Pig.

Le volte in cui voglio mettermi davanti al mio Mac e puntualmente l’Inquilina mi sale addosso e pretende di guardare il video di Beo Beo! Un po’ come fanno Peppa e George quando usurpano la tastiera del computer di Mamma Pig per giocare alla gallina che fa le uova, mentre lei cerca di lavorare.

O le volte in cui veniamo al mare e l’Inquilina sosta nell’area della doccia dello stabilimento per saltare allegramente nelle pozze di fanghiglia di sabbia, su e giù come Peppa Pig, ma senza le galoche. Che Dio l’abbia in grazia per la sua pazienza Mamma Pig.

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In viaggio con A.

Dalla rete alla quotidianitàQuella di oggi è una storia di incontri. Di quelli belli.

È la storia di un’incursione. Dalla rete alla quotidianità.

Sì, perché oggi sul mio tragitto pendolare, ho trovato Arianna. Sì proprio Arianna del Blogdeibonzi.
Anzi, a essere precisi è lei che ha trovato me, perché è salita qualche fermata prima, dalla sua trasferta estiva al mio paesello, e mi ha tenuto il posto.

E in quella mezz’ora di tragitto che ci separava le ho indicato F. Quel signore magro coi capelli bianchi, di quella magrezza che mi ricorda mio nonno, che tutte le mattine siede al primo posto a destra dell’autista. E incita i passeggeri ad agevolare le operazioni di salita e discesa, che si fa tardi e c’ha da prende er treno. (Che poi vabbè ce n’è un altro dopo dieci minuti, ma è un dettaglio).

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La borsa del mare

La borsa del mare[attenzione: questo non è un post sponsorizzato ma frutto della comprovata esperienza di una piccola famiglia che al mare ha scelto di viverci tutto l’anno, per una giornata di discreto successo con toddler al seguito. Suggerimenti semiseri su cosa assolutamente non deve mancare nella vostra borsa del mare]

✔️Swaddle in mussola di cotone. Protegge dai raggi del sole e dal vento durante il pisolino. Sempre che siate tra le fortunate i cui figlioli al mare s’addormentano, s’intende.

✔️Due sacchetti di plastica: uno per il pannolino sporco, uno per il costumino bagnato. Anzi facciamo tre: non sia mai che ci scappi il bisogno quello grosso come direbbe Catarella (Montalbano, ndr.)

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Io, L. e Peppa Pig

Io, lei e Peppa pigL. mi si è seduta accanto sul 40. In uno di quei posti che quando è così caldo non sai se faresti meglio a stare in piedi piuttosto.

Con la schiena attaccata ai cinquanta e più gradi del motore, per intenderci.

Che poi non è che si fosse proprio seduta. Sulle prime ho notato prima la sua Peppa Pig fatina dei dentini, e poi il braccio scuro e teso intento ad arrampicarsi su un posto troppo alto per il suo metro scarso.

Dopo aver approfittato dell’appiglio che le offrivo col mio braccio, si è voltata a guardarmi. Diffidente.

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