Il pulito è servito

Kaercher il pulito è servitoCh’io non sia un’amante delle pulizie domestiche, non ne ho mai fatto un mistero. Non che non mi piaccia la casa linda e pinta, anzi. Alla domanda di bambina qual è il tuo sogno da grande? C’è chi rispondeva di voler diventare ballerina, chi una principessa, chi desiderava già l’abito bianco e tanti bambini. Io rispondevo senza indugio. Avere una donna delle pulizie.

Mi immaginavo a metà tra una Lynette Scavo per la brillante carriera (mica per il numero dei figli eh!) e una Bree Van de Kamp, massimo emblema dell’ordine e della pulizia (Desperate Housewives ndr.).

In effetti sul lavoro non mi è affatto andata male, ma della questione casa parliamone. Che ho collezionato più traslochi io negli ultimi 3 anni che un qualsiasi popolo nomade, neanche seguissi il flusso migratorio stagionale. Con conseguente spargimento di cose nomi e città. Che dopo una giornata full-time e un viaggio in treno, voglia di rassettare saltami addosso.

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Letterina di Natale

 letterina di Natale Caro Babbo Natale. No, mi correggo. Che Babbo Natale, sì quello col pancione e la barba bianca, c’ha già tanto lavoro da fare. Vuoi mettere distribuire i doni a tutti i bambini del mondo? Mi sembra altamente improbabile che si metta a leggere le nostre di letterine ed esaudire i desideri di noi mamme.

E allora ricominciamo. Cara Mamma Natale. Perché dove c’è un Babbo, vuoi che non ci sia anche una mamma?
Ma soprattutto, senza entrare in discorsi di genere, che se no poi i Babbi in ascolto si offendono 😛 chi vuoi che ascolti e interpreti al meglio le esigenze di una mamma, se non un’altra mamma?

Dunque, dicevamo.
Cara Mamma Natale, quest’anno scriveremo a te, perché noi con le nostre manine operose (o con i nostri portafogli per le meno creative o sempre più disperate dell’ultima ora) iniziamo dall’avvento, anzi prima, con la storia del calendario a pensare ai doni del mese più generoso dell’anno.

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I bambini degli altri

I bambini degli altriI bambini degli altri sono quelli che si addormentano sul seggiolone. Mi dicevano Vedrai che è questione di tempo, succederà anche a te.
Pare vero pare. Che la mi’ figliola, per fugare ogni dubbio, ha deciso che nel seggiolone non ci sarebbe più stata. A prescindere. (E non ditemi che è colpa del seggiolone che ne abbiamo cambiati 3 o più. Compreso quello evolutivo che diventa sedia).

I bambini degli altri sono quelli che per farli rilassare,un bagnetto e poi a nanna. Mi dicevano Basta poco che ce vo’! Qualche goccia di olio essenziale e la giusta temperatura, 37^ per lo più.
Pare vero pare. Che la mi’ figliola, ogni volta che si immerge, pensa di essere all’Acquafan di Riccione.

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5 caratteristiche fondamentali in un giocattolo

CodaBruco Fisher-PriceCon l’inverno che incombe il mio cruccio principale – a parte i millemila malanni, of course – e, immagino quello di ogni altra mamma, è come trascorrere gli interminabili pomeriggi in casa. Io e lei. Lei e io. Un po’ Sandra e Raimondo (fosse solo per come scalcia tale e quale a Sandra sotto le coperte).

Non pensate che intrattenere un bambino in età prescolare sia tanto più semplice che avere a che fare con un neonato. O almeno questo ammonimento valga per la sottoscritta, quando mi ripetevo che crescendo sarebbe stato più semplice. Bella pe’ me!

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I biscotti della nonna

I biscotti della nonnaSon fatti da mani
grandi e piccine.
Mani grandi che impastano e stendono
quelle piccole fanno stelline.

Uova, zucchero, burro e farina.
Mescola, cuoci
E torni bambina.

A quando eri tu ad andar dalla nonna
Il pomeriggio del sabato
Le tiravi la gonna.

Nonna ti prego facciamo i biscotti
Prepariamone tanti
Che ne siamo ghiotti.

Da Rosina a comprare
s’andava di corsa
Con gli ingredienti
Si riempiva la borsa.

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