In viaggio con A.

Dalla rete alla quotidianitàQuella di oggi è una storia di incontri. Di quelli belli.

È la storia di un’incursione. Dalla rete alla quotidianità.

Sì, perché oggi sul mio tragitto pendolare, ho trovato Arianna. Sì proprio Arianna del Blogdeibonzi.
Anzi, a essere precisi è lei che ha trovato me, perché è salita qualche fermata prima, dalla sua trasferta estiva al mio paesello, e mi ha tenuto il posto.

E in quella mezz’ora di tragitto che ci separava le ho indicato F. Quel signore magro coi capelli bianchi, di quella magrezza che mi ricorda mio nonno, che tutte le mattine siede al primo posto a destra dell’autista. E incita i passeggeri ad agevolare le operazioni di salita e discesa, che si fa tardi e c’ha da prende er treno. (Che poi vabbè ce n’è un altro dopo dieci minuti, ma è un dettaglio).

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La borsa del mare

La borsa del mare[attenzione: questo non è un post sponsorizzato ma frutto della comprovata esperienza di una piccola famiglia che al mare ha scelto di viverci tutto l’anno, per una giornata di discreto successo con toddler al seguito. Suggerimenti semiseri su cosa assolutamente non deve mancare nella vostra borsa del mare]

✔️Swaddle in mussola di cotone. Protegge dai raggi del sole e dal vento durante il pisolino. Sempre che siate tra le fortunate i cui figlioli al mare s’addormentano, s’intende.

✔️Due sacchetti di plastica: uno per il pannolino sporco, uno per il costumino bagnato. Anzi facciamo tre: non sia mai che ci scappi il bisogno quello grosso come direbbe Catarella (Montalbano, ndr.)

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Io, L. e Peppa Pig

Io, lei e Peppa pigL. mi si è seduta accanto sul 40. In uno di quei posti che quando è così caldo non sai se faresti meglio a stare in piedi piuttosto.

Con la schiena attaccata ai cinquanta e più gradi del motore, per intenderci.

Che poi non è che si fosse proprio seduta. Sulle prime ho notato prima la sua Peppa Pig fatina dei dentini, e poi il braccio scuro e teso intento ad arrampicarsi su un posto troppo alto per il suo metro scarso.

Dopo aver approfittato dell’appiglio che le offrivo col mio braccio, si è voltata a guardarmi. Diffidente.

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Esercitare l’egoismo

Esercitare l'egoismoChe la maternità ti cambi, non è una di quelle cose che realizzi subito. Anzi, non lo realizzi affatto che quel test positivo è un biglietto di solo andata.

Ora, di come la mia di vita sia cambiata profondamente non starò a dirvi, perché l’ho raccontato qui, e poi qui, e poi ancora qui e chissà in quanti trilioni di post, dunque credo che il concetto sia chiaro 😀 Anzi perdonate invece se alle volte risulti un filino – ma giusto un filino eh?! – ripetitiva.

Quello che non è cambiato in tutto questo tempo è la necessità di non perdermi di vista. Ci sono donne che una volta diventate mamme hanno appagato ogni desiderio di realizzazione. Ne conosco eh! Dite che mentono?!

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La schiscetta del pendolare

La schiscetta del pendolareSe c’è una cosa che contraddistingue un pendolare incallito da un pendolare meteora, oltre che il muoversi in gruppo, è la schiscetta.

E’ evidente quella seconda borsa, che impegna di solito il braccio sinistro, contiene quelle che spesso sono le rimanenze della cena, o qualcosa di buono preparato dalle mogli (sì, la maggior parte dei pendolari sono uomini, ma questa è un’altra storia), o comunque qualcosa di certo più sano ma anche economico, di quello che si può comprare in un bar o in una tavola calda.

Ma come direte voi? Uno già sta tutto il giorno fuori di casa, deve viaggiare, e si porta anche la zavorra?!

Me lo sono chiesta anch’io i primi tempi. Poi ho iniziato a portare il pranzo da casa, e ho capito due grandi verità. Read more